Anche a Brno la dura legge di Marc Marquez non cessa d’imporsi e così lo spagnolo va a conquistarsi la sua nona pole position sull’undicesimo tracciato stagionale di questo Motomondiale 2014 (QUI LA GRIGLIA DI PARTENZA). Il weekend a dire il vero è stato altalenante con momenti che hanno arriso ora a un pilota ora all’altro con Valentino Rossi e Lorenzo che si erano distinti molto bene (Rossi soprattutto nell’ultima sessione di prove libere prima delle qualifiche da gara), ma alla fine la spunta sempre lui, l’españolito terribile, sempre pronto a voler primeggiare sbaragliando la concorrenza. E dire che le nove pole messe insieme non sarebbero niente paragonate ai dieci trionfi consecutivi conseguiti nel Campionato Mondiale, con Marquez a caccia dell’undicesimo sigillo per polverizzare anche l’ultimo record: le dieci vittorie di fila di Agostini (record per ora “soltanto” eguagliato).

Se però su Marquez non resta più molto da dire, sui nostri Andrea Dovizioso e Andrea Iannone (foto: Facebook) si deve dire molto. Brno è un circuito notoriamente favorevole a Honda e Yamaha e tuttavia a fare i tempi migliori dopo Marquez sono state proprio le Ducati di Dovizioso e Iannone, rispettivamente secondo e terzo in griglia. Sarà perché sia i team ufficiali che quelli no, hanno potuto vantare nelle ultime settimane motori, carene e scarichi nuovi, il che non è poco, sarà anche perché i due Andrea hanno grinta da vendere. Dovi, in sordina per quasi tutto il weekend, ha tirato fuori un giro dal suo cilindro magico. Iannone, imitando la strategia proprio di Dovizioso a Indianapolis, si è accodato a Marquez e ha fatto un tempo da paura. Tutto questo in vista di una sorta di gara del riscatto dopo le delusioni in USA.

Menzione d’onore va anche al redivivo Bradley Smith che con la sua Yamaha Tech 3 ha trovato un giro pazzesco e si è preso la soddisfazione di mettersi dietro non proprio dei “lumaconi”, ma gente del calibro di Pedrosa (che nel weekend aveva fatto vedere belle cose), Lorenzo e Rossi, rispettivamente quinto, sesto e settimo in griglia. Bisogna dire che la caduta durante l’FP4 da parte del “Doctor” con leggera abrasione al mignolo della mano sinistra non ha aiutato psicologicamente Rossi a trovare un gran piazzamento, quindi terza fila per lui augurandosi un’altra partenza a razzo sul modello di quella di Indianapolis.

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