Se fosse stato un gran premio qualunque, quello d’Australia, una gara nella quale non ci fosse stata in palio una grande fetta di campionato, quella di ieri sarebbe stata una domenica perfetta, piena di sorpassi d’adrenalina e di protagonisti come non si vedeva da tempo.

Invece, con Valentino e Lorenzo intenti a darsele di santa ragione, l’appuntamento di Philiph Island ha lasciato con l’amaro in bocca tutti gli sportivi e i tifosi dei valori in generale, perché ha scatenato un’ira illogica ed immotivata contro un Andrea Iannone che non ha fatto altro che compiere il proprio dovere fino in fondo.

Infatti, il podio soffiato a Valentino, e la facilità con cui si può aggredire verbalmente chiunque, sui social, hanno fatto il resto. A nulla è valso che anche Lorenzo fosse stato penalizzato nella lotta al mondiale da Marquez, che gli ha soffiato la vittoria all’ultimo giro, in molti pare che abbiano visto solamente la rimonta di Iannone su Rossi

Quindi, alla fine dei conti, gli 11 punti di vantaggio conservati dal Dottore potevano essere anche di meno, ma nessuno dei supporter di Lorenzo ha insultato Marquez per quel sorpasso ad pochi metri dalla fine della corsa. Ecco, l’incapacità di vedere i segni positivi di una gara negativa, unita ad un tifo scriteriato, ha sporcato l’immagine italiana in uno sport dove i protagonisti corrono a 300 km/h e rischiano la vita per fare risultato, contro tutto e contro tutti!

Quando si è in pista, nel gruppo, ad un centimetro dagli altri, si è soli e pronti a morire per un punto mondiale, o per un podio, che per molti significa poco, ma per altri significa tutto. Purtroppo, in Australia, tutto si è concentrato sul discorso classifica, sui punti persi o guadagnati, e da ciò sono scaturiti insulti impietosi, che non rendono giustizia al motociclismo e a coloro che contribuiscono a renderlo così avvincente, anche rischiando in prima persona.