Phillip Island doveva essere una pista ottimale per Marc Marquez e un tracciato negativo per le speranze di Ducati. Le previsioni sono state rispettate totalmente. Da una parte avevamo un Marquez che qui con le veloci percorrenze si esalta, dall’altra un Dovizioso e una Ducati sulla difensiva, ma pronti a dar battaglia, visto il buon andamento del forlivese su, quasi, ogni circuito. Le qualifiche avevano delineato uno scenario indirizzato tutto a favore di Marquez, con lo spagnolo in pole e Dovizioso indietro, addirittura in undicesima posizione. La gara però è andata oltre modo positivamente per il campione del mondo, e troppo negativamente per l’aspirante al titolo Dovizioso.

Yamaha ritrovata, disastro Ducati

La gara che abbiamo visto in Australia è stata una delle più lottate e maschie di tutta la stagione. Vi sono state bagarre contese con il coltello fra i denti, fra tanti protagonisti che non hanno lesinato anche dei colpi bassi. Abbiamo assistito ad una gara molto più simile ad una di Moto3 o di Superbike vecchio corso. Alla fine a spuntarla è stato ovviamente Marc Marquez che ha fatto il gioco del gatto con il topo, perché a pochi giri dalla fine ha abbandonato i corpo a corpo ed ha allungato andando a vincere in solitaria.

Dietro a Marquez, la lotta per il secondo posto è stata veramente aspra e combattuta. Si sono susseguiti in questa posizione molti piloti, da Iannone a Zarco, passando per Vinales e Rossi, senza dimenticare Miller. E’ stata l’occasione per rivedere in cima alla classifica la Yamaha, infatti la battaglia finale per la piazza d’onore è stata conquistata da Valentino Rossi, che ha battuto al photofinish Maverick Vinales e Johann Zarco. Tre Yamaha nelle prime quattro posizioni, un risultato che non si vedeva da tempo.

Molto positiva anche la gara di Andrea Iannone su Suzuki, che per alcuni tratti della corsa è stato anche in lotta per il secondo posto, compiendo dei sorpassi al limite del consentito. Alla fine l’italiano si è dovuto accontentare di un buon piazzamento in sesta posizione, alle spalle di Cal Crutchlow e davanti all’idolo locale Jack Miller.

Chi davvero ha avuto una giornata storta è stato tutto il team Ducati. Dovizioso sbaglia la scelta della mescola, optando per una media al posteriore, parte undicesimo e dopo un lungo al secondo giro scenderà fino alla ventesima posizione. La sua risalita lo riporta in undicesima piazza, ma all’ultimo giro perde due posizioni a vantaggio di Redding e Pedrosa. Questo tredicesimo posto affossa quasi definitivamente le sua ambizioni per il titolo. D’altro canto anche le altre Ducati hanno vissuto una domenica da incubo, con Jorge Lorenzo giunto solamente quindicesimo sotto alla bandiera a scacchi e Danilo Petrucci addirittura ventunesimo.

Marquez ipoteca il titolo

Il weekend australiano è valso a Marc Marquez un match point importante in vista delle ultime due uscite stagionali. Ci saranno ancora 50 punti da assegnare da qui alla fine del campionato. Si correrà prima a Sepang e infine a Valencia. Marquez ha adesso 33 punti di vantaggio su Andrea Dovizioso, e 50 su Vinales. Quest’ultimo è ufficialmente fuori dalla lotta per il titolo, che è sempre più indirizzato verso il numero 93 iberico.