Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una gara di Philipp Island così. Sembrava il preludio alla festa iridata di Marquez che invece diventa la vittima illustre del weekend australiano per un Mondiale che a due gare dalla fine si riapre clamorosamente. Sul tracciato del Victoria succede di tutto: i capricci dei team sulle gomme fanno decidere alla Commissione gara di spezzare la gara in due tronconi con l’obbligo per tutti i piloti di cambiare la moto entro i primi 10 giri sui 19 totali (gara accorciata).

La partenza accende la consueta bagarre tra Lorenzo, Pedrosa e Marquez che prima rischia di finire per terra e poi subisce l’errore madornale e ingiustificabile della Honda che lo richiama ai box dopo il compagno di squadra ma soprattutto dopo il termine previsto dalla direzione corsa.  Il leader del Mondiale torna ai box con un giro di ritardo e rientra in pista troppo in traiettoria e ricevendo una ‘sportellata’ tremenda da Lorenzo, finito lungo nella curva più veloce di P.I.

Ma il peggio per il rookie deve ancora arrivare: la bandiera nera arriva come un fulmine e lo lascia a bocca asciutta e con il morale basso. Dai box la Honda litiga con la Dorna invece che fare l’unica cosa saggia, mea culpa. Lorenzo vola verso il trionfo davanti a Pedrosa e a Valentino Rossi che resiste a Crutchlow e Bautista. Il Mondiale è riaperto. A Marquez fa male.

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