Cambiano i rivali, cambiano le piste, cambiano le condizioni meteo. Ma non cambia il vincitore Marc Marquez centra l’ottava vittoria consecutiva in stagione confermandosi imbattibile: il campione del mondo naviga al di sopra di tutto e di tutti anche ad Assen dove la pioggia ha provato, invano, a giocargli un brutto scherzo. Che sarebbe potuto diventare realtà se fosse arrivato un altro acquazzone a metà gara che avrebbe probabilmente agevolato il compito di Andrea Dovizioso, divino sulla pista bagnata con la Ducati e battuto da solo da un extraterrestre.

Dopo il cambio di moto a sei giri dalla partenza per montare le slick, inizia la gara diffiicle per il Dovi che tiene dietro il campeon fino al 17esimo giro. Il forlivese chiude al secondo posto, a sei secondi dal fenomeno di Cervera centrando il miglior risultato con la GP14 di Borgo Panigale e il suo secondo miglior piazzamento nella classe regina (dopo la vittoria di Donington nel 2009 più o meno nelle stesse condizioni). Per la casa bolognese una grande iniezione di fiducia e il miglior risultato dopo l’epopea Stoner che solo Valentino Rossi due anni fa a Misano era riuscito a conquistare.

Sul podio sale anche Dani Pedrosa che vince la sfida tutta spagnola con un Aleix Espargaro che ha venduto cara la pelle dopo la pole conquistata (QUI IL REPORT). Quinto è Valentino Rossi, autore di una bella rimonta ma il rammarico del Dotore è tanto per la qualifica disastrosa ma soprattutto per l’azzardo di partire con le slick che lo ha costretto a cambiare moto e partire dalla pit-lane. Secondi preziosi che gli hanno tolto un podio praticamente certo visto che il pesarese ha girato praticamente sugli stessi tempi di Marquez a pista asciutta.

L’errore di strategia della Yamaha si ripercuote anche su un irroconoscibile Jorge Lorenzo, costretto a perdere una decina di secondi per il cambio moto ritardato ma che alla fine chiude con un 13esimo posto spiegabile solo da un inatteso problema tecnico. Il “Por fuera” del Mugello sembra un lontano ricordo. Il Mondiale è ormai cucito sulla tuta di un devastante Marquez. Nessuno, neanche la natura, riesce a fermarlo.

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