993 giorni dopo, Valentino Rossi torna ad assaporare il primo gradino del podio in MotoGP. Ad Assen, nell’Università del motociclismo. La ‘Cattedrale’. Un posto dove ogni pilota sogna di vincere. Il Dottore lo ha fatto sei volte nella classe regina. Quel Dottore che da quasi tre anni somigliava più a un paziente normale, ora pare guarito e si rimette il camice. Da vincente. Con un’autorevolezza che ricorda quella di un tempo, quella dei nove titoli iridati.

In Olanda Rossi ha trionfato alla sua maniera. Mettendosi dietro tutti e coronando la sua fuga. Dopo i test di Aragon, con la nuova forcella e un setting ottimale, il pesarese ha acquistato maggiore fiducia in sé stesso ed è tornato lì dove era abituato a stare. Anche ai microfoni di Mediaset lo dice senza problemi. Con i miglioramenti sulla moto, Rossi ha detto “Devo partire per vincere non per fare il podio”.

Così è arrivata la vittoria numero 106, quella della possibile svolta. Alla settima gara dopo il suo ritorno in Yamaha il Dottore ha fatto centro. Ora che il problema dei primissimi giri è risolto, VR46 può tornare a inseguire il sogno del decimo titolo mondiale. Difficile coronarlo quest’anno: 51 punti di distacco da Pedrosa sono tanti ma la classe non si cancella e la speranza è sempre l’ultima a morire.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook