Assen 2013 entrerà nella storia per due motivi: lo stoico Jorge Lorenzo, in pista nonostante la frattura alla clavicola procuratasi giovedì e l’operazione subita in mattinata, ma soprattutto per il ritorno alla vittoria di un superlativo Valentino Rossi.  In Olanda parte malissimo Cal Crutchlow: l’autore della pole scivola subito in quinta posizione. Davanti si fionda Dani Pedrosa con Marc Marquez (che corre con mignolo e alluce destri rotti) subito dietro. Lorenzo intanto fa paura: settimo dopo il primo giro si libera di Smith e guadagna la scia di Bradl, che dopo una buona partenza viene scavalcato da Rossi, Cructhlow e dallo stesso campione del mondo.

Lorenzo sembra correre come se niente fosse e con una staccata da brivido si mette dentro anche la Yamaha Tech 3. Ma è Rossi a stupire e a preparare il terreno per uno strepitoso successo. Il Dottore, rispetto agli ultimi GP, tiene perfettamente il ritmo ai primi giri e ci mette pochissimo a sbarazzarsi prima di Marquez e poi di Pedrosa. Con un sorpasso dei suoi, da brivido. Che manda in delirio il pubblico di Assen. Rossi, al sesto giro, si trova improvvisamente al comando. Che non molla più fino alla fine.

Il pesarese tiene a debita distanza le due Honda, anzi allunga, mentre Lorenzo continua a regalare spettacolo fino a quando a undici giri dalla fine, lascia strada a Crutchlow, e porta a casa punti importanti. Si scatena la bagarre tra Pedrosa e Marquez con il rookie che si prende di forza la seconda piazza mentre il veterano HRC viene sverniciato anche dalla Crutchlow, terzo. Ma i riflettori sono tutti davanti dove c’è un solo padrone: Valentino Rossi. Che allunga ancora e torna a regalare emozioni ai suoi tifosi rispondendo in pista a chi lo dava per finito. Tre anni dopo Sepang 2010, ultima sua vittoria, il Dottore è tornato quello di un tempo. Chapeu.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook