Un weekend a dir poco anomalo quello trascorso ad Alcañiz sul tracciato di MotorLand, a partire dalle prove libere che ha visto le Ducati dominare il venerdì delle prime sessioni, poi le qualifiche che – pole di Marquez a parte – avevano confermato il cattivo feeling delle Yamaha col circuito e assaporato la voglia di rivincita di autentici outsider come Pol Espargaro e Cal Crutchlow, difficilmente visibili nelle prime file della griglia in altri contesti. Poi questa gara dai mille volti, stravolta prima dalle improvvide cadute dei tricolore Iannone e Rossi e poi dalla pioggia a soli 6 giri dalla fine (QUI L’ORDINE D’ARRIVO).

L’incipit della giornata, certo, non prometteva bene per questo 800° GP della classe regina. La pioggia della mattinata metteva tutti sull’allerta poiché, si sa, la gara sul bagnato è un’altra gara. Ogni valore e distanza vengono ridimensionati, o per meglio dire riparametrati. Così che era stato Pedrosa quello che nei test mattutini aveva fatto registrare i tempi migliori. Alla partenza invece solo nuvole e cielo plumbeo sulla cittadina aragonese, gran bagarre iniziale con Lorenzo partito benissimo e Iannone ancora meglio che promettevano scintille per una gara che si annunciava spettacolare. Purtroppo i due italiani Iannone e Rossi hanno voluto strafare traditi entrambi dai cordoli ancora umidi dalla mattina, il primo partito a razzo ha perso il controllo della moto allargando troppo la traiettoria, Valentino invece ha azzardato un sorpasso all’esterno che proprio non ci stava. Il pesarese nella caduta ha riportato anche un colpo alla testa, fortunatamente senza conseguenze.

Mentre la gara stava volgendo al termine si andava profilando una sorta di “triello” à la Sergio Leone tra Marquez, Lorenzo e Pedrosa con i tre spagnoli che avevano deciso di darsele di santa ragione racchiusi in una manciata di millesimi l’uno dall’altro, seguiti a breve distanza da un ottimo Dovizioso. Poi a sei giri dalla fine la svolta. Incomincia a piovere con insistenza, le slick non tengono più, quasi tutti i piloti decidono di cambiare moto. Dovizioso non fa in tempo, Pedrosa lo fa quando è troppo tardi, Marquez decide improvvidamente di andare fino alla fine con le gomme lisce, poi cade anche lui e quando cambia il mezzo è assolutamente fuori tempo massimo giungendo al traguardo 13°. Ne approfitta Lorenzo che saggiamente cambia la moto al momento più opportuno e va a conquistare il suo primo GP stagionale. Sul podio anche gli ottimi Aleix Espargaro (primo podio in carriera sulla MotoGP) e Crutchlow, un altro non-habitué delle prime posizioni. Marquez ha voluto fare il fenomeno, ma il MarcZiano si sta sempre più rendendo conto che il suo posto è molto più vicino alla Terra, in tutti i sensi. Così a Misano, così in Aragona (Foto: Facebook).

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