Una volta l’Italia era il paese che dominava nelle moto. Fossero 125, 250 o MotoGP. Ora, a fare la voce grossa, è la Spagna (LEGGI QUI), che a piazzato la bellezza di 47 vittorie, 112 podi e 3 titoli mondiali nell’annata 2013. Perché? Che fine hanno fatto i Capirossi, Biaggi, Cadalora, Melandri, Simoncelli, Rossi e così via? La Spagna, per la seconda volta negli ultimi quattro anni, è riuscita a centrare il triplete portandosi a casa tutti e tre i titoli iridati (Moto3, Moto2, MotoGP).

L’Italia ha chiuso la stagione con cinque podi, conquistati tutti dal 34enne Valentino Rossi (LEGGI QUI LE SUE DICHIARAZIONI). Non ci sono persone che investano per ricreare un vivaio di piloti capace di essere vincenti anche in MotoGP. Tanto che la Academy del Dottore ha stretto una partnership con il team Aspar del manager iberico Jorge Martinez (LEGGI QUI MAGGIORI INFO). Poi mancano investimenti e sponsor, anche se le due cose, di norma, vanno di pari passo. All’orizzonte, per ora, non si vedono nuovi Valentino Rossi. E la cosa non può far dormire sonni tranquilli al movimento italiano, mai così tanto in crisi nel motociclismo.