Si era appena operato alla spalla Dani Pedrosa quando si è iniziato a pensare di annullare la tappa di Motegi del MotoGP, una precauzione per i piloti e i loro team che sarebbero costretti a correre a pochi chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima, ancora in una situazione critica. Una gara valida per la classifica iridata delle due ruote dovrebbe corrersi a Motegi, un circuito storico del versante Pacifico, troppo vicino a Fukushima.

La pista giapponese dovrebbe essere teatro di una gara ad ottobre ma come tutti sappiamo è situata a soli 107 chilometri di distanza dalla centrale nucleare devastata dal terremoto e dallo tsunami di qualche mese fa.

I piloti hanno espresso preoccupazione subito dopo il terremoto ma soltanto adesso iniziano a sbilanciarsi definendo le posizioni a riguardo.

Il fatto è che gli organizzatori, altrettanto perplessi dal vuoto di notizie relativo a Fukushima, si sono dati da fare, incaricando un’azienda privata italiana di fare delle rilevazioni sulla radioattività dell’aria attorno al circuito di Motegi.

Da questa azienda, sembra arrivato il via libera ma adesso ogni team si è preso del tempo per valutare bene i rischi che tutto il paddock e i familiari al seguito dovrebbero correre.

Il primo ad aver detto “assolutamente no” è Valentino Rossi con la sua Ducati. Il pilota dice di non essere interessato all’assicurazione e ai punti in palio ma di tenere molto più alla salute.