Ormai è talmente imbarazzante il dominio di Vettel nel mondiale F1 che anche la regia televisiva inizia a non seguire più le sue cavalcate in testa alla corsa. Anche ad Abu Dhabi il neocampione del mondo (al quarto titolo consecutivo, ricordiamo) ha vinto, riuscendo ad eguagliare il record di sette vittorie consecutive che apparteneva a Michael Schumacher e che resisteva dal 2004 e portando così a 11 le vittorie stagionali. Praticamente corre solo per battere i record e aggiornare le statistiche.

Diventa sempre più difficile trovare parole per commentare le qualità del pilota tedesco che ha preso la testa alla prima curva e non ha più mollato il comando delle operazioni nemmeno nei momenti dei pit-stop. Si è subito messo in sicurezza nei confronti dell’unico che avrebbe potuto impensierirlo, il suo compagno (ancora per poco) Mark Webber che partiva dalla pole. Ha imposto un ritmo impossibile per chiunque, oltre 1 secondo più veloce al giro, tanto veloce da essere richiamato più volte dai box che lo scongiuravano di rallentare e lo informavano di possibili e continui rischi davanti a lui. Alla fine ha chiuso con 31 secondi di vantaggio e per festeggiare si è fermato per la seconda volta a fare dei tondi, fuori dalla pista in una ampia via di fuga. Almeno questa volta non c’è stata nessuna multa. Questa è la terza doppietta della Red Bull nel 2013.

Una gara perfetta quella di Vettel, quindi, con una vettura sempre in ordine e l’unico inconveniente lo ha registrato Webber con un problema al Kers proprio a via. Chissà perché capitano sempre a lui?

Sul podio anche Rosberg, primo tra chi non guida la monoposto austriaca, che ha portato punti pesanti per la lotta al secondo posto nella classifica costruttori tra la Mercedes e la Ferrari, con la casa tedesca che porta a 11 il vantaggio.

È questo l’ultimo motivo di interesse e una posizione in più alla fine serve per portare nel budget 9 milioni di euro in più che servono sempre.

Per trovare una Ferrari bisogna scendere al quinto posto, proprio quello pronosticato da Alonso prima del via. È andata meglio della qualifica ma partire 10° non aiuta a recuperare punti proprio nei confronti della Mercedes che ha vinto i confronti diretti con Hamilton (7°) che ha preceduto Massa (8°). Vedere lo spagnolo lottare per il quinto posto e prendere dei rischi enormi rientrando in pista per difendere la posizione come nel sorpasso su Vergne fa capire che ha ancora voglia di lottare per il secondo posto della classifica piloti. Il giro più veloce è un contentino, merito solo della strategie di gomme e ottenuto grazie alla mescola più tenera.

Ancora una volta positiva la prova di Grosjean, quarto, che sta sfruttando al meglio l’opportunità di mettersi in luce e di farsi notare con la Lotus; curiosamente questo periodo inizia dal momento dell’annuncio del passaggio di Raikkonen in Ferrari per il 2014.

Dalla lotta il finlandese è mancato subito costretto a partire in ultima fila per la penalizzazione a causa del fondo irregolare della sua vettura, finendo out alla prima curva per un contatto con Van der Garde. A tenere banco però sono state le polemiche tra il finlandese e il team per i mancati pagamenti promessi, si parla di decine di milioni di euro con la conseguente minaccia del pilota di non correre gli ultimi due appuntamenti. Vedremo come andrà a finire.

Tra 15 giorni si va in Texas e scopriremo quale record riuscirà a battere Vettel; rimane quello dei 13 GP in stagione e i numeri ci sono per riuscirci…