Qualcuno dirà che per fortuna è finito. Così il quadricampione Vettel per qualche mese andrà in riposo e l’ennesima vittoria in Brasile (qui tutte le foto da Interlagos) viene consegnata alla storia ed alle statistiche. Il tedesco ha chiuso nel migliore dei modi una stagione incredibile e perfetta dove ha cambiato le gerarchie in campo e ha demolito gli avversari. Con quella di Interlagos diventano 9 i primi posti consecutivi nel 2013, 13 quelli stagionali, 39 quelli in carriera (su 120 GP disputati, con Senna davanti a due lunghezze).

Da solo ha fatto più punti della Mercedes e della Ferrari intese come team, rispettivamente 397 punti il pilota, contro i 360 di Stoccarda ed i 354 di Maranello. Cifre che rendono bene l’idea di cosa sia riuscito a fare e le sole sei gare lasciate agli altri driver sono, un’ulteriore conferma di una superiorità indiscussa dell’abbinamento tra il giovane tedesco e la sua monoposto.

La Red Bull è arrivata alla seconda parte della stagione con una vettura al massimo delle prestazioni e ha lasciato gli altri a lottare in una sorta di campionato alternativo. Questa volta, nell’ultima gara in Brasile ci ha provato il suo box a “rovinare” (si fa per dire) la festa finale facendosi trovare impreparato durante il secondo pit-stop: incredibile ma non si trovava una gomma! Per il campione del mondo tutto si è risolto per il meglio.

Ha preceduto sul traguardo il compagno di squadra australiano Mark Webber (qui il video dello scivolone dal podio) nella sua gara d’addio alla F1 (si dedicherà all’Endurance con Porsche) e ad Alonso, alla guida di una competitiva Ferrari ritornata improvvisamente protagonista, è andato un eccellente terzo posto. Nessuno avrebbe potuto fare di meglio con questa Ferrari e il giudizio vale per tutta la stagione. Lo spagnolo ha dato infatti il massimo in ogni occasione e se il secondo posto tra i piloti vale qualcosa è solo merito suo, vista l’imbarazzante involuzione tecnica della vettura.
La Ferrari ha però mancato l’unico risultato che era ancora disponibile, venendo battuta dalla Mercedes nella classifica per il secondo posto tra i costruttori che, se non altro, ha un’importante valenza economica (si parla di 8-10 milioni di dollari) soldi molto utili per sviluppare le vetture del prossimo anno.

Qualche rimpianto rimane però perché tutto si è risolto nell’ultima prova e decisiva è stata la penalizzazione inflitta a Felipe Massa per essere passato in una zona “zebrata” in prossimità dell’ingresso box. Troppo fiscali i commissari e la penalizzazione ha compromesso il risultato del brasiliano che stava disputando la miglior prova della stagione.
Per lui questa è stata l’ultima volta in rosso e lascia Maranello dopo qualche anno difficile e con pochi risultati. Rimarrà in Formula 1 alla guida della Williams, il mercato dell’emergente Brasile e i milioni di telespettatori locali “vogliono” un loro pilota presente e così ha trovato un volante alternativo.

Si chiude, con la gara di San Paolo, anche l’era dei motori V8 di 2400cc aspirati che saranno sostituiti dai complicatissimi e costosissimi V6 Turbo con Kers ad alta potenza. Forse non c’era bisogno di un mutamento così radicale, ma le nuove regole porteranno, si spera, ad una modifica dei valori in campo. O perlomeno ad un mondiale più combattuto e vivace.
Intanto, tra i piloti, sono aperte da tempo le manovre alla ricerca di un volante per il 2014. Pochi i posti disponibili e andranno a quelli che si presenteranno con il portafoglio pieno dei soldi degli sponsor disposti a sostenerli, quindi attenzione alle mosse di Maldonado (Lotus?) e di Perez.
Torno sul capitolo Valsecchi. Non aver dato la possibilità all’italiano di debuttare è stato un grave errore da parte della Lotus che con i risultati di Kovalainen, preferito per la sua esperienza, ha portato a casa un 15° ed un 14° posto. Contenti loro. Arrivederci a marzo 2014 con l’avvio della nuova stagione .