Ormai corre solo per i record Sebastian Vettel e da come si comporta sembra proprio che voglia batterli tutti. Inutile dire che anche ad Austin in Texas il quattro volte Campione del Mondo ha vinto ancora arrivando a 8 vittorie stagionali di fila, scalzando così Schumacher dal primato che gli apparteneva dal 2004.

Ed è pronto per migliorarlo ulteriormente se domenica prossima ad Interlagos, nella gara di chiusura, riuscirà a ripetersi cosa non difficile perché onestamente non si vede chi possa riuscire ad attaccarlo.

Per tornare ai numeri questa è la 12° vittoria nell’anno, la 38° in carriera (ha davanti Senna a quota 41), il 71° podio conquistato e per completare il week-end perfetto ha realizzato la Pole Position ed il giro più veloce in corsa. Insomma c’è ne è abbastanza per annoiarsi cosa di cui si è accorta anche la regia internazionale che ancora una volta si è praticamente dimenticata di lui inquadrandolo solo poche volte.

In uno dei gran premi più sonnolenti dell’intero 2013 con pochi sorpassi e numerosi trenini, il 26enne tedesco ha dominato prendendo la testa sin dal via e gestendo con grande autorità la corsa fino alla fine senza doversi preoccupare troppo degli avversari. Solo Grosjean ha provato ad infastidirlo riuscendo nell’impresa di tenersi dietro la seconda Red Bull, quella di Webber terzo al traguardo.

Proprio il francese è la sorpresa del finale di stagione e nelle ultime cinque gare ha realizzato più punti di tutti, escluso naturalmente Vettel, con 3 terzi posti, 1 quarto ed 1 secondo, una crescita che coincide con i da quando sono iniziati i problemi del suo caposquadra Raikkonen, ieri assente per l’operazione alla schiena e per i mancati pagamenti.

Chi invece sorprende in negativo è la Ferrari che sta chiudendo questa annata nel peggiore dei modi, ferma nello sviluppo ed in difficoltà ormai su ogni pista, incapace a reagire tecnicamente alle situazioni. Solo un determinatissimo Alonso ed una tattica ai box corretta hanno portato lo spagnolo al quinto posto ma vederlo difendersi da Hulkenberg e dalla Sauber non è certo un bello spettacolo. Sembra proprio che la testa sia da tempo al 2014 ma allora bisogna capire se l’obiettivo del secondo posto nella classifica Costruttori sia davvero così importante come dicono ed interessi realmente. In palio oltre alla posizione ci sono anche dei soldi che serviranno sicuramente nel lavoro per la monoposto futura.

Anche ieri il confronto con la Mercedes è stato negativo con Hamilton che ha preceduto Alonso mentre Rosberg, pur arrivando 9°, si è piazzato davanti a Massa (13°) non pervenuto per tutto il fine settimana;  i punti di distacco intanto salgono a 15.

Tra le sorprese il messicano Perez che ha portato la McLaren al settimo posto subito dopo l’annuncio che non farà parte di questo team l’anno prossimo e alla ricerca di un sedile per il 2014 ed i primi punti in carriera per il finlandese Bottas con la Williams.

A proposito di finlandesi davvero incolore la prova di Kovalainen chiamato a sostituire Raikkonen sulla Lotus e solo 15° alla fine. Non ci si aspettava miracoli ma lasciare ai box a fare il commentatore per Sky un talento come Davide Valsecchi (campione GP2 del 2012), è davvero un peccato oltre che una bella ingiustizia. Se poi le motivazioni sono nella ricerca di un driver di esperienza capace di portare punti…

Si poteva dare una possibilità al pilota italiano, che ha in mano un contratto di terza guida, sicuramente più veloce e più legato alla squadra di Kovalainen ma, in F1 le capacità non contano davvero più. Ed ha stupito che nessuno abbia aiutato Valsecchi, nemmeno le istituzioni sportive e così ancora una volta nessun italiano è al via nel mondiale e l’anno prossimo sarà lo stesso.