Era il 1963 quando la Mini Cooper S partecipò per la prima volta al Rally di Montecarlo. Si classificò al terzo posto. Negli anni successivi entrò nella storia, vincendo ovunque. Quella Mini aveva 70 cavalli. La Cooper S di oggi è un’altra cosa. Di cavalli ne ha 184. E’ più grande, più alta, più spaziosa, più comoda, infinitamente più sicura. Ben 50 anni di evoluzioni tecnologiche si vedono nettamente. Ma lo spirito rimane lo stesso di mezzo secolo fa. La Mini Cooper è un’auto che ti fa divertire quando la guidi.

In realtà gli obiettivi della British Motor Corporation, la casa che per prima sviluppò la Mini, erano ben diversi, alla metà degli anni ’50. Volevano una vettura piccola ed economica, e con queste caratteristiche la creò sir Alec Issigonis. Fu il costruttore di Formula 1 John Cooper, socio di Issigonis, a trasformarla in un’auto vincente nelle competizioni.

Nel 2001, quando fu lanciata la nuova versione della Mini, l’allestimento Cooper puntò massicciamente sull’evoluzione tencologica, per regalare anche ai nuovi appassionati le antiche emozioni di guida tipiche di questo modello.

Una lezione non dimenticata nemmeno nel 2013 con l’ultima versione della Cooper S: controllo dinamico della trazione, bloccaggio elettronico del differenziale anteriore per affrontare al meglio i tornanti, e modalità “Sport” per migliorare la risposta dello sterzo. Sempre nello spirito di John Cooper.