Continua la pianificazione di nuovi modelli in Casa MINI, una progettazione della produzione futura che ha fatto vittime illustri, dovute al mancato successo commerciale di alcuni modelli. Così, non è un mistero che sia la Coupé che la Roadster non avranno eredi, mentre sorprende che la lista si sia allungata con la Paceman.

Infatti, il crossover a 3 porte è pur sempre un veicolo a ruote alte, e quindi potenzialmente richiesto dal mercato, ma evidentemente, il numero di vendite non è stato sufficiente da garantirgli un erede. Quindi, la produzione sarà ridotta, in futuro, e si punterà su una gamma meno corposa, ma più incline alle esigenze della clientela.

Non è un caso quindi, se Peter Schwarzenbauer, autorevole dirigente della MINI, abbia spiegato ai colleghi di Automotive News, che non è importante puntare su una gamma variegata, ma piuttosto su vetture dotate di una forte identità.

Insomma, il trend, comune anche ad altri Brand premium, è quello di ridurre la gamma; poche proposte, ma tutte valide, sarebbe questo il leitmotiv che sta alla base della nuova strategia di MINI. “Una gamma troppo ampia non ha senso. Con la nuova strategia, un buon venditore saprà cosa proporre ad un cliente dopo una breve conversazione: dimostreremo che questo è l’approccio giusto”.

Dunque, la Clubman di nuova generazione ormai è alle porte, la nuova Countryman, un vero bestseller sul mercato, si farà, mentre la MINI classica, ovvero la 3 porte, è stata affiancata dalla 5 porte, che ha il merito di non stravolgerne troppo il concetto, anche se le dimensioni e il passo sono aumentate per rispondere alle esigenze di trasporto di 5 persone.

Rimane anche la MINI Cabrio, forse quella più di nicchia nella gamma, ma anche lei è congeniale alla nuova strategia, e poi una scoperta è imprescindibile per una Casa inglese, soprattutto alla luce di quanto questo genere di vetture siano apprezzate nel Regno Unito.