Un omaggio a Milano e alle automobili che questa città ha contribuito a far entrare nella storia. Ma, soprattutto, un evento pensato per il grande pubblico e ad esso rivolto, non una semplice festa per un ristretto club di appassionati. Questo è l’obiettivo che si sono posti gli organizzatori di Milano AutoClassica 2013, il salone del veicolo d’epoca, in programma alla Fiera di Rho dal 22 al 24 febbraio.

La manifestazione, organizzata dalla società Orgacom insieme a Fiera Milano, è stata presentata alla stampa questa mattina, alla sede milanese dell’Aci. Tanti anniversari e tante gare per questa seconda edizione, perché un’auto classica è bella soprattutto quando è in movimento, non solo quando è spenta ed esposta in un salone. Per molti decenni Milano è stata sinonimo di Alfa Romeo; quest’anno, proprio nei padiglioni della fiera, verrà celebrato il 50° anniversario di Autodelta, il reparto corse della casa del biscione. E 50 anni li compie anche la Porsche 911. E non dimentichiamo ovviemente il secolo di Aston Martin. Tutte queste ricorrenze troveranno spazio ad AutoClassica, tra esposizioni, gare e conferenze.

E i musei: il museo storico dell’Alfa Romeo e il museo Ferrari di Maranello porteranno dei pezzi rarissimi e imperdibili. Fra questi, la Ferrari 250 GTO, forse la vettura di maggior valore della storia, la 500 F2 di Alberto Ascari, la F150 del 2010, l’Alfa Gran Premio Tipo C del 1936 di Tazio Nuvolari.

Milano vuol dire anche Zagato. A Rho ci sarà un adeguato spazio per l’arte automobilistica dell’Atelier Zagato, con la Porsche Carrera GT e la 356 Carrera Zagato Speedster, per ricordare i 55 anni di collaborazione tra il carrozziere milanese e la casa tedesca. Andrea Zagato (nella foto, accanto ad una riproduzione della Ferrari 250 Testarossa, di Pininfarina e Scaglietti), attuale amministratore delegato dell’azienda fondata dal nonno Ugo, era presente alla conferenza stampa di questa mattina; ha ripercorso alcune tappe del binomio Milano-automobile. “Milano AutoClassica ha un heritage importante a cui riferirsi. Mio nonno partì da Rovigo nel 1919 verso Milano, per costruire carrozze con l’idea degli aeroplani. Anche Enzo Ferrari cominciò a Milano, all’Alfa Romeo, ad inseguire il proprio sogno. Anche il concetto che noi diffondiamo all’estero della “bellezza necessaria” deriva dalla filosofia stessa di Milano: l’essenzialità e il pragmatismo. Noi togliamo, altri aggiungono. Sono due idee entrambe rispettabili. Ma per noi il disegno deve essere il più essenziale possibile”.