L’unica notizia certa è che il Milano Auto Show, che era in programma dal 11 al 21 dicembre, non si farà. Non è bastata la conferma del gruppo Fiat e dei marchi che fanno capo ad Audi (Lamborghini e Ducati) per richiamare altri espositori e salvare uno dei due saloni dell’auto, insieme al Motorshow di Bologna, che erano/sono in calendario in contemporanea nel mese di dicembre.
La vicenda, ricordiamo, è partita dalla rinuncia lo scorso anno dell’organizzazione di Bologna di svolgere la manifestazione per mancanza di sufficienti adesioni. Ad inizio anno viene quindi annunciato con grande enfasi che a Milano si svolgerà un Salone dell’auto così da riportare nel nostro paese una rassegna che è sempre stata presente e che ha un ruolo importante per il rilancio del settore. Non dimentichiamo che quello nazionale, nonostante il crollo delle vendite degli ultimi anni, è pur sempre il quarto mercato europeo per immatricolazioni. E poi, la tradizione e la cultura automobilistica italiana merita di sicuro maggiore attenzione.

Sembrava una situazione chiara, si chiudeva un ciclo e lo spazio veniva occupato da un nuovo protagonista, Alfredo Cazzola, forte della sua esperienza di vecchio patron del Motor Show, poi ceduto ai francesi di GL Events. Proprio questa organizzazione però annunciava a sua volta che la manifestazione emiliana ripartiva quest’anno e nello stesso mese di dicembre.
Così da zero sarebbero diventate due le rassegne in programma iniziando una lotta tra i due enti fieristici e di campanile tra le due città.

Ad oggi la novità è che il Motorshow di Bologna si terrà, come da programma, nelle date dal 6 al 14 dicembre mentre il Milano Auto Show dovrebbe slittare alla primavera inoltrata del 2015 per sfruttare al meglio la concomitanza dell’apertura dell’Expo.
Le cause della rinuncia sono state illustrate da Alfredo Cazzola, oggi a capo della Promotor che dovrebbe organizzare l’evento milanese, in una intervista a Repubblica.

In pratica l’imprenditore ha affermato che le adesioni raccolte per Milano non raggiungevano la soglia del 50% del mercato, quota ritenuta necessaria per avere una valida panoramica dell’offerta. Ha inoltre annunciato un accordo tra le due organizzazioni (ma non è nota la posizione di GL Events al riguardo) per creare un progetto comune che vedrebbe l’alternarsi dei due appuntamenti, Milano in primavera e Bologna in dicembre. L’annuncio di questa nuova realtà è rinviato ad un comunicato ufficiale previsto per la fine di ottobre.

Ora qualche considerazione è d’obbligo perché in questa diatriba è il comparto dell’auto a perderci in peso ed immagine per la mancanza di chiarezza fin dall’inizio in quanto il possibile accordo tra le due organizzazioni avrebbe dovuto essere uno degli elementi di maggior interesse e novità.
La seconda osservazione riguarda la distanza che intercorrerebbe tra le date programmate per l’avvicendarsi dei due Saloni. Se per il 2015 passano solo sei mesi tra uno e l’altro, nel 2016 i mesi diventano 18 per poi ritornare a 6 nel 2017; non sembra una cadenza facilmente spendibile per gli eventuali espositori e per le possibili novità di prodotto da mostrare al grande pubblico.

Si deve infine tener conto della totale assenza delle istituzioni a questo progetto, sia quelle di categoria sia quelle locali; in particolare l’Amministrazione milanese che da tempo ha fatto della guerra all’automobile uno dei suoi cavalli di battaglia.  Aspettiamo gli sviluppi e torneremo sull’argomento.