Ogni tanto, la sera, sfoglio velocemente wikipedia per sapere quale evento storico ricorre nella giornata di domani. Ieri mi sono imbattuto nella nascita di Michele Alboreto e lo ricordo con piacere in questo post.  L’ex pilota nasce a Rozzano il 23 dicembre 1956 e debutta nelle corse con la formula Monza del 1976, acquistata di terza mano con i soldi guadagnati in officina. I primi successi in Formula Italia con la Scuderia Salvati gli permettono di approdare alla Formula 3: il successo nell’Europeo nel 1980 lo lancia prima in Formula 2 e poi in Formula 1.

Paragonato spesso ad Alberto Ascari, fu l’ultimo pilota italiano a vincere una gara alla guida di una Ferrari dove arrivò nel 1984 pur contro il volere di Enzo Ferrari, che non vedeva di buon occhio i piloti del nostro Paese. Il trionfo arriva subito alla terza gara, in Belgio: 18 anni dopo Scarfiotti, un pilota di casa nostra vinceva con la rossa in  F1. Nel circus si aggiudica cinque Gran Premi sfiorando il Mondiale nel 1985.

Negli anni successivi si mette alla prova nel DTM e nel campionato Indy Racing League prima di sbancare la 24 Ore di Le Mans nel 1997 e la 12 Ore di Sebring del 2001. Nello stesso anno scompare in un tragico incidente sul circuito di Lausitzring durante i collaudi delle Audi R8 Sport in vista della prestigiosa corsa francese. Dopo quella corsa aveva promesso alla moglie che si sarebbe ritirato. Lo scorso anno ricorreva il decennale della sua scomparsa e il comune di Rozzano, dove è nato e cresciuto, lo ha commemorato con una speciale mostra fotografica.

Nell’occasione Renè Arnoux lo ha ricordato così: “Posso dire di aver avuto l’onore di correre insieme a Michele. Era un uomo adorabile, dolcissimo nella vita ma quando si infilava nella sua monoposto sfoderava una grinta straordinaria. Non ha mai avuto da discutere con nessuno e nè nessuno si è mai lamentato di lui. Le sue doti tecniche e umane ne fanno un campione indimenticabile”.

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