Sono passati oltre otto mesi; speranze, urla di disperazione, pianti e, finalmente, un sorriso. Sembra trascorsa un’eternità da quel 29 dicembre 2013, ma Michael Schumacher ha combattuto, si è difeso ed è rimasto attaccato alla vita. Lui, un leone che in pista mangiava l’asfalto, nulla ha potuto quella mattina quando sbatté con la testa contro una roccia. Erano le 11 circa, tra le piste da sci di Chamois e La Bichesulle, sulle nevi della località francese di Méribel in Alta Savoia, in Francia. Venne ricoverato d’urgenza al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble, in stato semicomatoso. Da lì ebbe inizio un incubo per tutti i sostenitori di Schumacher, i semplici appassionati di motori, la sua famiglia e anche per chi magari, fino a quel momento, non aveva nemmeno mai seguito la Formula Uno. Perché Michael Schumacher, nella sua carriera, ha unito tutti con il suo sorriso, la sua grande passione per quello che faceva e, ovviamente, anche le sue vittorie.

Questa la cronistoria di quanto accadde da quel maledetto 29 dicembre 2013

29 dicembre 2013: viene sottoposto a operazione neurochirurgica per il grave trauma cranico subìto e per una emorragia cerebrale. Viene indotto dai medici in coma farmacologico

31 dicembre: l’ex campione del mondo della Formula 1 è circondato dall’affetto dei suoi cari, “Vogliamo ringraziare le persone che da tutto il mondo hanno espresso vicinanza e un augurio di pronta guarigione a Michael. Vogliamo ringraziare l’equipe medica che sappiamo ha fatto tutto il possibile per aiutare Michael”, hanno comunicato tramite un breve messaggio i familiari di Schumi.

4 aprile: arrivano buone notizie, l’ex pilota di Formula 1 è sveglio e ha alcuni momenti di coscienza. Ad annunciarlo è stato il suo manager, Sabine Kehm, che alle 11.54 ha diramato una nuova comunicazione sullo stato di salute del pilota tedesco, ex Ferrari, Benetton e Mercedes: “Michael sta facendo progressi – le parole di Sabine Kehm – mostra momenti di coscienza e di risveglio. Noi l’abbiamo sempre sostenuto nella sua lunga e difficile lotta, insieme al team dell’ospedale di Grenoble, e rimaniamo fiduciosi”.

16 giugno 2014: dopo quasi sei mesi di coma Sabine Kehm, la sua portavoce e la sua manager, annuncia che Schumacher è uscito dal coma, che ha lasciato l’ospedale di Grenoble e che ha iniziato un percorso riabilitativo in una clinica privata.

7 agosto: Uno dei sospettati per il furto della cartella clinica di Michael Schumacher si è impiccato in carcere a Zurigo.

9 settembre: La manager Sabine Kehm annuncia, Schumacher ha lasciato l’ospedale di Losanna, dove si trovava dallo scorso 16 giugno dopo esservi arrivato da Grenoble, per tornare finalmente a casa, dove proseguirà il percorso di riabilitazione. Alla fine di luglio il quotidiano svizzero SonntagsBlick, citando una fonte anonima della clinica di Losanna, aveva parlato di un possibile ritorno a casa di Schumacher entro la fine di agosto o, al massimo, entro la fine dell’estate; più prudente la stampa tedesca, che qualche giorno fa aveva fissato attorno al giorno di Natale la data più probabile per il rientro. Ci avevano visto giusto i primi: a più di otto mesi dal tragico incidente di Meribel, Michael Schumacher torna a casa. Ma, come ben sa la sua famiglia, la battaglia è tutt’altro che conclusa.