Venerdì 28 marzo è l’89esimo giorno di ricovero per Michael Schumacher che resta in coma indotto presso l’ospedale di Grenoble dopo il terribile incidente del 29 dicembre scorso. Nei giorni scorsi l’ex-medico della Formula 1, il dottor Gary Hartstein, ha lanciato l’allarme sulle condizioni dell’ex pilota tedesco invitando i tifosi a prepararsi al peggio (CLICCA QUI PER LE SUE DICHIARAZIONI).

La risposta della portavoce di Schumacher, Sabine Kehm, è stata secca: “Vale ancora quanto detto nell’ultima comunicazione – ha detto alla Bild -. Siamo e rimaniamo fiduciosi che Michael si sveglierà. Lottiamo con lui insieme al team di medici ai quali diamo tutta la nostra fiducia”. La Bild ha sottolineato come Hartstein non abbia mai avuto un rapporto particolarmente intenso con Schumi. Da quando l’ex pilota è ricoverato, il medico tiene quotidianamente un blog di aggiornamento senza aver mai avuto contatti con la famiglia dell’ex pilota. L’attendibilità delle “sue fonti”, mai citate, è dunque di dubbia natura.

Luca Baldisserri, capo della Ferrari Driver Academy a Firenze, ha epresso ieri il suo pensiero: “Da amico io vorrei rivedere Schumacher come l’ho sempre visto. L’incidente è stato molto grave ma non credo sia arrivato il tempo per perdere ogni speranza. Non terrei conto dei giudizi di chi non sa l’evoluzione del decorso”. Tradotto: stop a chi non sa e a inutili (e irrispettose) speculazioni.

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