E’ un Lewis Hamilton nervoso, quello visto a Montreal, che nelle prove libere è andato spesso a limite, a volte superandolo, come è accaduto quando ha commesso un testacoda, oppure quando ha rischiato di tamponare un altro pilota, o nel momento in cui è saltato letteralmente sul cordolo, prima di chiudere la seconda sessione di libere con un incidente per un lungo su pista bagnata in cui ha danneggiato la sua Mercedes.

“Oggi ho commesso tre errori: quello sul bagnato è stato colpa mia, ma il fondo era davvero molto scivoloso. Non stavo andando particolarmente veloce, ma sono passato sulla parte più bagnata della curva 10 e non c’è stato più niente da fare”.

 Parole sincere che anticipano altre dichiarazioni relative agli sbagli commessi in giornata: “ho fatto anche un testacoda al tornantino: in quel caso stavo facendo la traiettoria normale, ma si è bloccata una delle ruote posteriori e questo mi ha impedito di fare la curva normalmente. Questo non è stato un mio errore vero e proprio, ma un problema che abbiamo sistemato”.

 Non poteva mancare all’appello l’episodio del salto sul cordolo: “ho frenato troppo tardi alla chicane e così sono saltato sul cordolo. Ma sto spingendo al massimo, tutto qui. Sto lavorando per cercare il limite e spingerlo più avanti giro dopo giro. In quel giro forse ho esagerato un po’”.

Dichiarazioni cariche di verità che svelano un campione del mondo costantemente alla ricerca della perfezione, della prestazione assoluta, e che non ha paura a prendersi dei rischi e ad ammettere, nel caso ce ne fosse bisogno, le sue responsabilità.

D’altra parte, l’errore del suo muretto box a Montecarlo, che gli ha sottratto una vittoria meritata, relegandolo sul terzo gradino del podio, ancora gli brucia, soprattutto perché l’episodio ha restituito ulteriore fiducia al suo compagno di squadra, quel Nico Rosberg che, con le giuste motivazioni, può essere un brutto cliente per chiunque. Per cui non c’è altro da fare per Lewis nelle qualifiche che spingere e dimostrare a tutti, ancora una volta, di essere ancora lui l’uomo da battere.