Nel nostro paese, si sa, c’è una particolare attenzione alle auto che consentono di consumare meno e di limitare le soste dal benzinaio; d’altra parte, i costi del carburante sono sempre più elevati, anche in controtendenza con i ribassi delle quotazioni del petrolio, e gli automobilisti devono regolarsi di conseguenza.

Così, non c’è da meravigliarsi se l’Italia è al vertice per quanto riguarda l’immatricolazione di vetture a doppia alimentazione benzina-Gpl e benzina-Metano. La notizia però riguarda le vetture ibride, in costante aumento nelle preferenze di chi utilizza l’auto nel bel paese.

Dando un’occhiata ai dati di vendita nell’Unione Europea, è possibile notare che i mezzi con alimentazione alternativa nel 2015 sono cresciuti del 28,8%, con le ibride che hanno fatto segnare un +21,4% e le auto a Gpl e Metano forti di un +16,5%. Buone notizie anche per quanto riguarda le ibride plug-in e le fuel cell, che hanno visto raddoppiare le immatricolazioni nel giro di un anno.

Da segnalare il primo posto dell’Italia nella classifica delle vendite di auto ad alimentazione alternativa, che nel 2015 hanno visto aumentare la percentuale del 18,1%, per un totale di 60.952 immatricolazioni. A distanza troviamo il Regno Unito che, pur avendo migliorato la sua percentuale del 64%, conta 20.818 veicoli venduti, mentre al terzo posto di questa speciale graduatoria si piazza la Francia, con 17.446 immatricolazioni (+33%).

Comunque, se nel territorio delle bifuel il nostro paese detiene un primato assoluto, visto che assorbe l’85% del mercato europeo, con una crescita che, nel 2015, ha fatto segnare un +16,1%, bisogna segnalare miglioramenti significativi anche sul fronte ibrido. Infatti, l’Italia con un +27,8%, rispetto al 2014, si posiziona davanti alla Germania, e dietro alla Francia che detiene quasi il doppio delle immatricolazioni di questo genere di veicoli.

Per quanto riguarda le ibride plug-in, le elettriche e le fuel cell, nonostante un aumento delle immatricolazioni del 172,7%, l’Italia non va oltre il settimo posto nelle classifiche di vendita. Tutto questo si spiega con un atteggiamento particolarmente accorto dei “nostri” automobilisti, che prediligono tecnologie collaudate e fruibili e pur essendo inclini alle innovazioni, risultano, a ragione, decisamente guardinghi.