Le dichiarazioni di Fernando Alonso dopo il quarto posto di Singapore (QUI I DETTAGLI), dopo essere stato a lungo per il podio, hanno confermato il clima piuttosto teso che si sta respirando in Ferrari: “Il mio compagno è finito a 45 secondi. Ora aspettiamo Suzuka, che non è un circuito cittadino come Singapore, per dire che i miglioramenti delle ultime gare sono confermati”. Con il nuovo contratto che vorrebbe il pilota asturiano, in scadenza nel 2016, ancora in alto mare, è lecito pensare a un addio dello spagnolo.

Un addio che neanche il team principal Mattiacci vuole allontanare definitivamente: “Alonso l’anno prossimo resterà a Maranello? Al momento sì. Come detto molte volte, ha un contratto con noi fino al 2016. Ma c’è una discussione in corso, che riguarda anche come definire i nostri rapporti”. Per poi aggiungere: Bisogna avere il coraggio di cambiare e non adagiarsi sul passato. Io sono chiamato a dare una discontinuità e questo non può piacere a tutti”. Una discontinuità già inaugurata da Marchionne: l’ad di FCA tra pochi giorni dovrà prendere uffiicialmente il timone del Cavallino e affrontare la prima questione spinosa: Alonso sì o Alonso no? La sua recente uscita contro LCDM nel nome del “nessuno è indispensabile” fa pensare alla seconda opzione.

Lo stesso pilota asturiano aveva ribadito il Mattiacci-pensiero alle tv inglesi poche settimane fa: “Resterai alla Ferrari nel 2015? Per il momento sì” senza nascondersi dall’offerta della McLaren-Honda. Dopo cinque anni di alti e bassi non sono mancati momenti di tensione tra l’asso iberico e la Ferrari: dalla tirata d’orecchie di Montezemolo sul suo essere poco uomo squadra a un’altra stagione piena di delusioni per il fallimento del progetto F14 T. Ma se con LCDM il rapporto con Alonso era ottimo, difficilmente con il pragmatico Marchionne l’asturiano avrà lo stesso feeling. Il cambio al vertice della Ferrari, unito alla scomparsa del suo amico Emilio Botin, presidente del Banco Santander (sponsor storico della rossa) e fautore dell’arrivo di Alonso a Maranello, non può non far pensare a un punto di rottura.

La rossa gli chiede ancora uno o due anni di pazienza per sposare un progetto e aprire un nuovo ciclo vincente. Ma Alonso, a 33 anni, vuole il titolo già dal 2015 con garanzie tecniche e l’inserimento di alcune clausole per potersi liberare dalla squadra dopo un certo numero di gare, se la vettura non dovesse essere competitiva. Un’ipotesi considerata inaccettabile dai vertici Ferrari mentre Alonso avrebbe chiesto una rivisitazione della tabella premi in base ai punti ottenuti (i famosi 100 milioni in tre anni non sembrano così utopici)

Se la frattura sembra inevitabile, secondo la Gazzetta la chiave rischia di essere la mancanza di vere alternative per Alonso. La McLaren-Honda è a corto di sponsor e dovrebbe per lo meno farsi carico del costo dell’operazione. Vorrebbe annunciare l’operazione nella gara di casa Honda, a Suzuka, il 5 ottobre ma i tempi sembrano prematuri. L’altra ipotesi resta l’approdo di Alonso alla Red Bull con il conseguente arrivo a Maranello di Vettel, o, più difficilmente, un passaggio in Mercedes in caso di addio di Hamilton.

Foto Facebook FernandoAlonsoOficial

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