Ci sono stati mesi peggiori ma la ripresa è ancora lontana. Molto lontana. E’ questo che emerge dai dati dell’Ancma sui veicoli a due ruote immatricolati a maggio, mese che pesa circa il 13% sulle vendite dell’intero anno: con 21.937 veicoli, il mercato registra ancora una contrazione pari a -11,6%. E se il saldo delle moto è quasi sorprendente (7.484 pezzi per un contenuto -0,8% rispetto a maggio 2012), gli scooter si fermano a 14.453 unità e a un -16,2%. A raschiare il fondo ci pensano i “cinquantini” che proseguono nella discesa con solo 3.414 registrazioni e un -37,3%, dato che si conferma nel totale progressivo da gennaio a maggio.

Da inizio anno le due ruote hanno visto 72.560 immatricolazioni pari a -25,2%, di cui 44.706 scooter con -30,5% e 27.854 moto con -15%. Se negli scooter la flessione riguarda un po’ tutte le cilindrate , nel settore moto, quelle superiori ai 1000cc mantengono i maggiori volumi di vendita con 8.840 pezzi pari ad un -14,9%. L’unico trend positivo riguarda le 300-500cc con 2.568 pezzi e un +13,8%.

L’andamento dei segmenti resta sempre negativo, il picco più basso si conferma quello delle sportive con 2.394 moto e -26,7%. Complessivamente il totale mercato delle 2 ruote (immatricolato + 50cc) nei primi 5 mesi del 2013 arriva a 85.127 vendite pari al -27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.  Tra disoccupazione giovanile (o precariato), tariffe delle assicurazioni e costi della patente, non potrebbe essere altrimenti.

La moto rimarrà per sempre una chimera a meno che l’appello di Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA, venga seriamente preso in considerazione: “Interventi urgenti sulle infrastrutture possono fare la differenza e in particolare favorire l’uso delle 2 ruote. Sottolineiamo di continuo la necessità di una manutenzione costante per avere una superficie stradale non dissestata, la copertura dei paletti dei guardrail nelle strade più pericolose, la disponibilità di parcheggi dedicati: tutti elementi che aumentano il livello di sicurezza e consentono al nostro settore di essere protagonista della mobilità sostenibile. Diversamente, o in caso si assista all’aumento dell’IVA, l’intera filiera ne subirà le conseguenze drammatiche, con inevitabili contraccolpi dal punto di vista delle risorse impiegate”. 

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