Da tempo ormai si può parlare di crisi di tutto il comparto della mobilità. A quella conclamata e ormai irreversibile dell’auto si è affiancata nello stesso periodo anche quella della moto (foto by infophoto), altro settore molto attivo e ben radicato sul territorio nazionale. Non ci sono solo costruttori, marchi e fabbriche con prodotti d’eccellenza riconosciuti a livello internazionale, ma tutto un mondo di aziende specializzate nei diversi comparti delle due ruote, abbigliamento, caschi, componentistica.

Il mercato della moto non si comporta come qualcuno potrebbe pensare, e cioè: “le auto costano molto e allora scelgo un mezzo più agile per muovermi in ambito urbano”. Alla fine del 2012 i numeri hanno parlato chiaro con un immatricolato che ha segnato 206.422 veicoli tra moto e scooter targati a cui vanno aggiunti altri 48.674 cinquantini.
In totale 255.096 due ruote a motore acquistate pari ad un -21,9% rispetto al 2011 e nei primi due mesi dell’anno 2013 il segno meno non accenna a scomparire con un drammatico -23,6% a confermare lo stato d’emergenza.

Tante le cause a partire dalla crisi economica che ha colpito il Paese e quello che è sempre stato è un mezzo molto legato mobilità individuale ed alla passione non poteva non risentirne.
A questo poi aggiungiamo altri due elementi, la restrizione del credito da parte della banche con tassi d’interesse ormai inavvicinabili per qualsiasi cliente e in particolare per i più giovani che non hanno un sufficiente potere d’acquisto e spesso possono contare solo su un lavoro precario.

Il secondo è ancora più grave e riguarda le tariffe delle assicurazioni che, in alcune province hanno un costo che si avvicina addirittura a quello di acquisto della moto.
Le motivazioni di questo stato di cose sono quelle solite tirate in ballo: l’alto numeri di furti, di mezzi non assicurati in circolazione e della gravità degli incidenti. Qui però bisogna aprire una doverosa parentesi perché i conti non tornano. Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori) che raggruppa tutte le aziende del comparto ha presentato i dati relativi al periodo 2007-2011 sugli incidenti che coinvolgono i motociclisti.

Siamo in presenza di un netto calo della mortalità passata da 1.540 a 1088 vittime (sempre troppi quando si parla di vite umane) e anche i feriti scendono del 17,1%. La maggior parte dei sinistri sono, però, responsabilità delle infrastrutture e i motociclisti sanno bene quali sono le condizioni delle strade: asfalto non curato, mancanza di segnalazioni per situazioni di pericolo, per non parlare dei “guardrail assassini” che ancora sono presenti e che non tengono minimamente conto dei rischi a cui espongono i motociclisti in caso di incidente o caduta.
Quindi qualcuno ne approfitta, come sempre, sulla pelle degli appassionati.

Abbiamo lasciato per ultimo un aspetto che colpisce i più giovani e relativo ai costi da sostenere per ottenere la patente, soprattutto la A. Qui è la lobby delle autoscuole che ha imposto dei prezzi non proprio da periodo di crisi, facendo desistere le famiglie. Chiedete cosa costa regalare la moto ad un figlio, dopo che questo è riuscito a convincere tutti in casa e vi spaventerete.

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