Della crisi si è parlato e si parla da tempo, ma la soluzione appare ancora lontana. L’associazione che raccoglie tutte le case di auto estere in Italia, la Unrae, ha lanciato un deciso avvertimento alle autorità in merito, soprattutto per quanto riguarda il mercato auto. Fattori nuovi hanno cambiato il comportamento di molte famiglie italiane, a partire dalla decisione di rinviare tutte quelle spese che siano rimandabili. E tra queste, l’acquisto di una nuova auto.

Il grido della Unrae

La ricerca del Censis ha confermato che gli italiani vorrebbero cambiare la loro vettura, perché il rapporto fra l’italiano e l’automobile continua ad essere un rapporto fortissimo, visto che questa continua ad avere un ruolo fondamentale per la libertà individuale di movimento, in particolare per le famiglie italiane – le parole di Massimo Nordio, presidente Unrae, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteriquindi vorrebbe cambiare l’automobile, o dovrebbe farlo, perché il nostro parco circolante è diventato il più vecchio dell’Europa industrializzata occidentale; dovrebbero perché le auto di oggi sono molto più efficaci dal punto di vista dell’utilizzo del carburante e quindi hanno anche un minore impatto ambientale e sono anche più sicure, perché hanno una serie di equipaggiamenti che auto di dieci anni fa non avevano. Da un lato vorrebbero, dall’altro dovrebbero ma purtroppo non possono, perché la crisi economica evidentemente morde alle caviglie le famiglie italiane. Quindi riteniamo sia davvero indispensabile che ci sia una facilitazione sul rinnovamento del parco circolante, del quale poi beneficeremmo tutti quanti, in termini anche di riduzione dei costi sociali per quanto riguarda gli incidenti oppure nella qualità dell’area che respiriamo. Per questo motivo, la richiesta dell’Unrae è quella di realizzare una forma di detraibilità per i costi della mobilità individuale delle famiglie, che è stata già portata nelle stanze dei ministeri coinvolti. Una proposta che deve essere fatta vivere, perché è fondamentale soddisfare e garantire alle famiglie italiane il poter avere questo bisogno primario, la mobilità individuale in sicurezza”.

Persa una grande opportunità

Le cifre parlano chiaro: le spese per la gestione dell’auto crescono e oggi il 16,5% del Pil del paese proviene dall’auto, il dato più alto d’Europa. Negli ultimi cinque anni, la crisi ha tagliato il numero delle auto nuove di quasi 1,5 milioni di unità.
Che, se fossero entrate in circolazione al posto delle vecchie auto, avrebbero evitato l’emissione di 18.500 tonnellate di monossido di carbonio. L’Unrae ha esposto un suo piano in merito, che prevede una maggiore detraibilità sui costi d’acquisto. Una manovra semplice che dovrebbe portare un aumento di 100.000 auto il primo anno, attestandosi poi sopra le 50.000 annue.