La risposta alla crisi del mercato automobilistico da parte della Volvo si compone di due consistenti investimenti produttivi. Da una parte la “Spa” (Scalable Product Architecture, architettura scalabile di prodotto); dall’altra i motori. Abbandonati i frazionamenti a sei cilindri, tutte le nuove Volvo adotteranno propulsori a quattro cilindri con innesti “elettrici”. L’obiettivo è offrire potenze adeguate ma in linea con le nuove stringenti normative europee sulle emissioni inquinanti. Nella seconda metà del 2013 verranno completati i relativi lavori alla fabbrica svedese di Torslanda (Goteborg). La nuova V40 uscirà invece dalla fabbrica belga di Gand. Nuovi modelli usciranno anche dalla fabbrica cinese di Chengdu.

Fra un paio d’anni dovrebbe raggiungere i mercati la versione ibrida plug-in (cioè ricaricabile anche da una normale presa elettrica) della XC60, il cui Concept è stato presentato un anno fa al salone di Detroit.

Le C30 verranno equipaggiate a breve di un nuovo sistema di ricarica rapida, testato nel 2012. Questo dispositivo consente di ricaricare le batterie in un’ora e mezza, circa 6 volte più velocemente dello standard attuale.

Il modello su cui punta maggiormente la Volvo per riconquistare fette di mercato in Europa è ancora la V40. Inoltre circa la metà della produzione della versione Cross Country sarà destinata al mercato europeo.

E’ previsto inoltre l’incremento della produzione della V60 ibrida plug-in, entrata sul mercato lo scorso autunno. Si tratta della prima auto al mondo a disporre di un motore diesel ibrido la cui batteria è ricaricabile da rete domestica. E’ prevista una produzione massima di 6.000 unità.