Arrivati a metà anno è giusto tirare le prime somme su quali siano le prospettive del mercato dell’auto in Italia. Il mese di giugno si è chiuso con 127.489 immatricolazioni riportando in positivo le vendite e segnando una crescita del 3,81% rispetto allo stesso periodo del 2013, quando erano 122.185 unità.
Il consuntivo del primo semestre 2014 rimane in attivo totalizzando 756.818 veicoli ed un +3,34%.

È comunque una buona notizia, ma se andiamo a vedere nel dettaglio la composizione delle vendite rimane qualche ombra sulla quale è necessario intervenire al più presto.
Sono infatti le aziende a mantenere in positivo l’andamento con i noleggi che crescono a doppia cifra (+13,8%), per giungere nei 6 mesi a 177.000 unità complessive (+19,3%), mentre le società, con poco più di 26.000 vendite nel mese, incrementano i volumi dell’8,1% e nei 6 mesi del 2,9%.

Restano invece fermi gli acquisti dei privati e delle famiglie, l’area principale e più importante, che a giugno toccano il minimo storico degli acquisti di vetture fermandosi al 57,4% del totale, confermando che anche il comparto dell’automotive è entrato in una fase di stagnazione. Sembra quindi che il risultato positivo dei primi sei mesi sia dovuto solo ad un “rimbalzo” al termine di un periodo di forte caduta piuttosto che ad una vera e propria ripresa della domanda. Alcuni indicatori economici confermano questa teoria quali la crescita del PIL a rilento, la produzione industriale in rallentamento e l’inflazione bassa, tratti tipici della deflazione. Inoltre il Centro Studi Promotor ha registrato un calo delle presenze dei clienti nelle concessionarie con relativa riduzione nell’acquisizione ordini.

Una situazione che richiede al più presto una serie di provvedimenti specifici per il settore quali il riallineamento della tassazione agli standard europei anche per quella aziendale. Per questo si spera che gli incontri tra le categorie nella Consulta Automotive al MISE (Ministero Infrastrutture e Sviluppo Economico) con il Ministro Guidi, riportino l’attenzione degli Organi Istituzionali su un comparto troppo importante per l’economia nazionale. Peccato non sia avvenuto l’incontro tra il Premier Matteo Renzi e l’AD di FCA (Fiat Chrysler Automobile) Sergio Marchionne a Grugliasco da dove sarebbero usciti spunti sicuramente interessanti. Va ricordato anche che lo stesso Ministro Guidi ha segnalato l’anomalia tutta italiana dell’alto costo delle polizze assicurative ben superiori alla media europea, uno dei fattori di spesa principali nella gestione dell’automobile. Speriamo che anche in questa direzione si intervenga.

A completare l’analisi sulle vendite il mercato dell’usato si è mantenuto sostanzialmente stabile: 322.909 trasferimenti di proprietà (al lordo delle minivolture) e una leggerissima crescita dello 0,3%. Nel periodo gennaio-giugno il settore rimane in flessione dell’1,4% con 2.110.326 trasferimenti a fronte dei 2.139.671 dello scorso anno.