Se il mercato automobilistico italiano cala del 13% in un trimestre, quando nell’intero anno precedente ha perso il 19%, è una buona notizia? Punti di vista. I dati diffusi dal ministero dei Trasporti dicono che a marzo sono state immatricolate in Italia 132.020 autovetture, pari al 4,9% in meno rispetto allo stesso mese del 2012. Il confronto di marzo deve però tenere conto dello sciopero delle bisarche di un anno fa, che durò un intero mese e penalizzò ulteriormente il settore.

Quindi il mercato nazionale negli ultimi trenta giorni ha perso di meno. Tutto sommato è meglio essere ottimisti, per non deprimersi troppo. Hanno influito parzialmente su questo dato anche gli incentivi statali sui veicoli a basse emissioni, entrati in vigore il 14 marzo. Tuttavia sono destinati a lasciare ben pochi effetti, poiché limitati solo a piccole flotte pubbliche e private. Il vero elemento favorevole sarebbe una riduzione fiscale da parte del nuovo Governo, ammesso che riescano a crearlo. Ma, visti i tempi, su questo particolare aspetto l’ottimismo appare fuori luogo. L’auto si deve tassare sempre di più, mai di meno: è forse l’unica politica su cui tutti i partiti sono sempre stati concordi.

Tornando alle immatricolazioni, le marche nazionali hanno registrato a marzo una quota di mercato del 28,2%, pari ad un aumento nella penetrazione del 2%. Stessa cifra nel confronto sul trimestre, ma i marchi italiani hanno comunque venduto il 9,4% in meno nello stesso periodo del 2012.

La performance delle marche straniere, le quali detengono il 71,18% del mercato, ha visto un calo delle vendite pari all’8,45% sul mese singolo e al 14,36 sul trimestre.