Dopo 5 mesi di piccole crescite a maggio si è registrato il primo segno negativo dell’anno nelle vendite di automobili in Italia. La “ ripresina” ha segnato una battuta d’arresto del -3,38% rispetto al 2013 con un consuntivo di 131.602 unità che porta il totale del periodo a 628.719 mantenendo il saldo in attivo al +3,2%.
Uno stop previsto ed in linea con la situazione economica nazionale che ha visto in sofferenza anche il PIL e la produzione industriale e sul quale hanno contribuito notevolmente le elezioni per il Parlamento Europeo.

Solitamente, infatti, l’instabilità politica ed un grande evento elettorale fermano le decisioni di acquisto.
Oltre a questo hanno inciso anche altri fattori più tecnici come il rallentamento delle vendite ai privati in forte discesa, non compensato dall’aumento di quelle a “noleggio”, in particolare quelle a lungo termine (NLT) che hanno raggiunto la quota più alta mai realizzata, il 27,1%. Questa crescita è dovuta alla necessaria sostituzione dei veicoli dopo il prolungamento dei contratti dello scorso anno.

Un altro elemento che ha sicuramente giocato un ruolo a fermare gli acquisti da parte dei privati, che a maggio vale il 58,1% del totale (il restante 14,8% sono le flotte) è stata la forte delusione sugli incentivi. Sono state confermate le previsioni con solo 13.000 immatricolazioni che ne hanno goduto, circa 4.000 nella fascia di emissioni di CO2 tra 0 e 50 gr/km e 9.000 tra 51 e 95 gr/km. Sono, gli acquisti dei privati, circoscritti a vetture a che rappresentano il 20% delle vendite a famiglie, limitati ad auto di piccola cilindrata e non hanno minimamente aiutato a svecchiare il parco auto circolante. Entrando nel dettaglio a maggio sono state consegnati 568 veicoli incentivati di cui 299 a metano, 113 a GPL, 147 ibride e 9 elettriche.
Nonostante il segno meno si stima un dato positivo nel 2014, visto che i primi 5 mesi valgono da soli il 50% dell’anno e si stima una chiusura a 1.358.000 unità con un +4,1% sui numeri bassi del 2013.
A completare la situazione in forte stagnazione si è registrato anche una caduta nel settore dell’usato. Solitamente in tempi di crisi questo dovrebbe funzionare bene con molti clienti rinunciano al nuovo per cercare auto d’occasione e risparmiare. In questo settore maggio segna un -10% nei trasferimenti di proprietà (comprese le minivolture) con 349.883 unità per un consuntivo di 1.787.417 (-1,7%). Di positivo solo gli ordinativi (+3,6%) che lasciano un po’ di speranza.

Resta ancora un mistero sulle ragioni per cui il Governo continui a mostrarsi del tutto disinteressato al settore automotive e non annunci, neppure allo studio, alcun serio intervento per rilanciare la domanda. Il resto d’Europa sta marciando a velocità decisamente superiori alla nostra e qualche soluzione semplice potrebbe essere copiata e applicata in breve tempo portando, per di più, nelle casse dell’Erario anche parte di quei fondi che si continuano a cercare con le tasse. Mi riferisco al sistema PIVE adottato in Spagna che ha fatto ripartire il comparto e le vendite e che sta portando ad una rapida sostituzione dei veicoli più vecchi e inquinanti.