Ormai non fa più notizia, ma la gravità della situazione non cambia, anzi peggiora. Il mercato dell’auto in Italia è in crisi profonda, molto peggio che nel resto d’Europa. E novembre è stato un altro mese nero. Nel nostro Paese le nuove immatricolazioni sono calate del 20,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un vero e proprio crollo. Tanto per fare un paragone, la media europea nello stesso periodo conta un calo “solo” del 10,3%. Perché? Banale anche questa risposta. La nostra situazione economica è ancora più pesante di quella di molte altre nazioni europee; inoltre il carico fiscale e assicurativo che grava sull’auto è da noi estremamente pesante, tale rendere i costi di esercizio di un’auto nuova (che comprendono anche il prezzo d’acquisto) in parecchi casi insostenibili; non ultimo è l’aspetto svalutazione: un’auto perde il suo valore nel tempo ancora troppo e troppo rapidamente. Insomma, tutti questi fattori, senza considerare anche la crescente ostilità degli ambienti urbani verso l’auto, rendono sempre meno praticabile l’acquisto di una nuova vettura. E anche le vendite dell’usato non scherzano: dopo una salita illusoria ad ottobre (+8,2%), il mercato è tornato a scendere (-4,3%)

E’ comunque l’aspetto economico a farla da padrone, ovvio anche questo. I prezzi di benzina e gasolio sono scesi solo leggermente (-1,8%) rispetto ad ottobre, ma sono saliti del 13,9% sul 2011; i carburanti alternativi incontrano sempre più favore. Le vendite dei modelli alimentati a Gpl sono cresciute dell’8,8% rispetto al 2011, arrivando ad una quota di mercato del 12,2%. Il metano è al 4,5% (+2,1% sul 2011). In crescita, ma sempre irrilevanti le ibride (0,8% di penetrazione). Le auto diesel occupano ancora la maggior penetrazione, 51,7%, in calo del 4,9% sul 2011.

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