Torniamo a parlare ancora una volta del mercato auto non per spirito masochistico o perché ci divertiamo a continuare a scrivere numeri negativi, ma per riflettere sul consuntivo del primo semestre di un anno. Siamo a considerazioni ormai ben definite su come potrà chiudersi questo 2013 e su cosa ci possiamo aspettare a corto e medio termine.

Niente di positivo, comunque, diciamolo subito, e al giro di boa i risultati parlano di una contrazione delle immatricolazioni del 5,51% negli ultimi trenta giorni che portano il calo del semestre ad un -10,31%. Quindi nonostante sia lievemente rallentata la caduta nel mese, la crisi continua e non accenna a fermarsi. Con questo siamo arrivati al 39mo calo consecutivo che si registra dal marzo 2010, con la serie negativa che è ha avuto una poco significativa battuta d’arresto solo due volte, a maggio e a agosto del 2011.

In pratica a giugno sono state consegnate 122.008 vetture, secondo i dati comunicati dal Ministero dei Trasporti, a conferma che la domanda stia sempre scivolando verso il basso e ormai nemmeno gli analisti più esperti sono in grado di capire se e quando ci sarà una ripresa del mercato.

Trasferendo i numeri sul semestre sono 731.203 veicoli venduti, un andamento che proiettato sui 12 mesi porta ad una preoccupante previsione di chiusura dell’anno a
1.260.000 unità, che sono gli stessi valori che venivano registrati oltre 40 anni fa.

Una contrazione davvero preoccupante che non trova confronto con nessun altro comparto dell’economia nazionale e che, purtroppo, sembra non richiamare l’interesse di alcuna autorità governativa.

Infatti tra i tanti settori interessati a qualche iniziativa si sono incentivati anche i frigoriferi e le lavatrici, ma per l’auto non si è trovato neanche un euro o una qualsiasi misura che ne riduca i costi d’uso o burocratici.

Eppure basterebbe poco per provare a rilanciare un comparto che a livello industriale e dell’indotto pesa moltissimo, per esempio una politica fiscale e di tasse un po’ meno vessatoria. Non parlo di incentivi che non servono e servono solo a “drogare” il mercato, come ha più volte ricordato anche l’A.D di Fiat Sergio Marchionne, ma se si eliminassero almeno alcuni dei fattori che stanno frenando gli acquisti sarebbe già un passo avanti.

Caro-carburanti e caro assicurazioni, accesso al credito, tassazione sull’acquisto e sull’uso sono quindi i campi sui quali si può e si deve lavorare.
Pensiamo, inoltre, quanto costa allo Stato, e quindi a tutti noi, una Cassa Integrazione in continua crescita per gli stabilimenti fermi nella produzione o cosa comporta, anche sul piano occupazionale e dell’economia reale dei territori, la chiusura delle concessionarie e delle varie officine, carrozzerie. A proposito di benzina, vi siete accorti che il nuovo Governo ha applicato, tanto per cambiare, una nuova accisa? Così, tanto per gradire, per dare prova di fantasia e sensibilità verso il settore. Insomma una volta di più, e temo fortemente che non sarà l’ultima, l’automobilista e l’automobile hanno una sola funzione: fare da bancomat in ogni occasione in cui servono soldi.