I risultati del mercato auto europeo del mese di aprile nei 27 stati della UE + i 3 dell’EFTA dopo 18 mesi consecutivi di segni meno, ha registrato una crescita del 1,8%.

Il totale immatricolazioni è di 1.081.307 contro le 1.021358 dell’anno passato e si interrompe così il periodo negativo iniziato nel settembre 2011 quando iniziarono a manifestarsi i primi segnali della crisi economica.

La piccola crescita è merito di due fattori: la spinta arrivata da Germania, Regno Unito e Spagna, paesi molto importanti per il computo finale dei numeri, e  la presenza di una o due giornate lavorative in più, a seconda dei paesi, che possono valere fino al 4,5% del totale mensile. Un dato quindi interessante ma da prendere con molta cautela in quanto il consuntivo del quadrimestre, 4.176.690 vendite, è ancora in negativo del 7%.

L’inversione di tendenza è arrivata per la ripartenza della locomotiva tedesca che dopo alcuni passaggi a vuoto segna un positivo +3,8% che vale 284.444 consegne nel anche se il totale dei quattro mesi è ancora in rosso con un -8,5% e 958.401 unità totali. Anche in Germania i segni della crisi si stanno facendo sentire nonostante la ottima situazione occupazionale e gli stipendi più alti che altrove; è però aumentata, anche qui la propensione al risparmio rispetto ai consumi.

Altra zona felice è quella della Gran Bretagna alla 14° crescita consecutiva tanto che i concessionari stanno facendo fatica a mantenere le consegne. Quella di aprile è la miglior performance dal 2008 con un + 14,8% e 163.357 auto con il quadrimestre che segna  il +8,9%  e 768.555 unità.

Torna in positivo anche la Spagna che ha attuato un piano di incentivi vendite senza precedenti, denominato PIVE 2, per gli acquisti di veicoli nuovi. Sembra stia funzionando e dopo 7 mesi di cali cresce del 10,8% con 62.317 pezzi, ma il primo terzo dell’anno, che ne vale 243.042,  ancora in rosso per il 6,7%.

Premio di consolazione anche alla Grecia che archivia il mese in positivo, dopo un periodo davvero difficile, si tratta però di numeri davvero piccoli, poco più di 5.000 vendite nel mese.

Male invece due cardini della UE, Francia e Italia. I transalpini continuano nella serie negativa e i segnali non sono positivi nemmeno per il futuro con la recessione economica ormai arrivata e conclamata.

Aprile registra un -5,3% con 157.749 unità che, se riportato nel periodo gen-apr, diventano 591.631 immatricolazioni e un calo del 12,3%.

Da noi, ne abbiamo parlato in un precedente  servizio, la perdita è del 10,8% e ci si è fermati a 116.209 veicoli.

Guardando questi dati si vede che l’andamento negativo dell’area UE27 +  EFTA colpisce pesantemente i paesi che adottano come moneta l’Euro e che devono seguire delle politiche di bilancio molto restrittive e rigide. Nel dettaglio i paesi eurozona calano del 1,1% mentre gli altri mercati crescono del 11,2%. Anche nel resto del mondo la situazione è rosea, USA e Cina in testa, dove sono state preferite azioni di stimolo dei consumi e non di rispetto dei parametri di bilancio.

Un’Europa, quindi, a due velocità e a farne le spese sono soprattutto i consumatori con redditi bassi e medi, considerazione confermata anche dalla situazione delle singole  marche dove, infatti, sono particolarmente penalizzate i costruttori generalisti rispetto a quelli Premium.  Questi ultimi (Audi, BMW, Mercedes, Jaguar, Land Rover e Mercedes) sono passati ad una quota del 17% (dal 15,6 dello stesso periodo del 2012) mentre i generalisti scendono al 83%. Da qui si apre un altro problema quanto mai serio, quello dell’occupazione con una serie di chiusure di stabilimenti.