Ancora un record per il mercato dell’auto nel mese di aprile. Con un -10,83% siamo arrivati al 37° calo da quando, nel marzo 2010, finirono gli incentivi alla rottamazione.
Una caduta inarrestabile e continua, interrotta solo due volte in questi anni, nel maggio e nell’agosto 2011 e che ormai ha sfiancato tutto il settore in ogni suo aspetto, produttivo e distributivo.
Ad aprile sono state immatricolate, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, 116.209 autovetture contro le 130.321 di 12 mesi fa.
Un numero che potrebbe far sperare in positivo perché va considerato che aprile 2012 era caratterizzato dal recupero di vendite provocate dallo sciopero delle bisarche che aveva fortemente influenzato le consegne di marzo.
Ad aiutare anche un giorno lavorativo in più. Andando a vedere i numeri del 1° quadrimestre sono state vendute in totale 471.750 vetture contro le 538.153 dello stesso periodo del 2012, segnando un -12,3% complessivo.
Se proiettiamo su base annua i risultati dell’ultimo semestre si arriva, secondo Unrae (l’associazione che riunisce le case estere) e confermato poi dal centro studi CSP, ad una stima di chiusura inferiore al 1.300.000 unità. Molto più tragica la previsione di Federauto, che rappresenta i concessionari, che parla di un milione e centomila auto, ben al disotto della soglia di sopravvivenza del comparto.
Per questo tutti guardano con interesse e aspettano le mosse del nuovo Governo e del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ed il neo-presidente Unrae Massimo Nordio (AD di Volkswagen Group Italia) si auspica che “il settore possa trovare una ripresa attraverso le azioni che sono state annunciate a sostegno dell’economia, dell’occupazione e soprattutto del peso fiscale di famiglie e imprese“.
Infatti le cause del crollo dell’automotive nazionale, fondamentale per l’economia, sono note, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di prendere qualche decisione per ripartire, e quelle prese hanno inciso in negativo.
Ricapitolando: caro-carburanti, caro-assicurazioni, difficoltà di accesso al credito, carico fiscale sull’auto aggiunti alla persistente crisi economica e all’incertezza per il futuro, sono stati un mix davvero micidiale.
A confermare questa situazione sono stati diffusi i risultati del superbollo, quello in aggiunta oltre i 250 CV indipendentemente dal valore e dall’età della vettura. Il Governo si aspettava entrate per 170 milioni di euro, invece ne ha raccolti solo una settantina. Davvero un bel lavoro!

Tornando al mercato, l’alimentazione preferita resta il diesel che vale il 52,3% del totale mentre le auto a benzina sono il 32,3%, il GPL è al 8,7% (in calo) con il metano in crescita fino al 5,7%.
Una piccola inversione di tendenza arriva dalla raccolta ordini che torna in positivo dopo tanto tempo e l’usato registra buoni andamenti, altro segnale della crisi, con i clienti che cercano auto d’occasione.
Guardando i marchi il gruppo Fiat perde in quota mercato attestandosi al 30,24% in aprile (29,34 nel quadrimestre) e incrementi in doppia cifra per Ford, Toyota, Kia, Land Rover, Mazda, Subaru, DR Motor, Tata, Maserati e Lamborghini.
A Fiat la soddisfazione di mantenere la leadership tra i modelli più richiesti con quattro vetture ai primi posti nell’ordine Panda, Punto, Lancia Ypsilson, 500 davanti alla Golf. Stessa situazione anche nel periodo gennaio-aprile.
Vedremo cosa verrà dal nuovo esecutivo e di come l’Europa affronterà la situazione e bisogna ricordare che solo nell’eurozona le vendite vanno male cosa che non avviene in nessuna altra parte del mondo.