Fatte salve le eccezioni di Gran Bretagna (+5,9% – 394.806 immatricolazioni) e quelle meno significative di Danimarca (+9,2% – 14.959) Islanda (irrilevante con le sue 493 vendite – +13,9%) e il sostanziale pareggio di Portogallo (-0,3% – 9.617) non c’è paese in Europa che non sia toccato dal prolungarsi di una crisi delle vendite che in marzo ha toccato 1.346.889 unità, cifra che rappresenta non solo una perdita del 10,3%, ma anche il 18° mese consecutivo in calo. Nel cumulato dei primi tre mesi dell’anno la perdita cumulata scende lievemente a -9,7% con un totale di 3.428.926.
Sono dati sempre più preoccupanti dato che investono anche paesi come la Germania (-17,1% nel mese e – 12,9% nel trimestre) seguita da Francia
(-16,2 e -14,6), Italia (-4,9 e – 13.0) – Spagna (-13,9% e -11,5%) e paesi dall’economia più solida come Svizzera (-12.1% e -9,3%), Norvegia, Svezia, Lussemburgo e l’intera area EFTA (-13,5% e -7,2%).
La tabella allegata in basso (per ingrandire cliccate le 4 frecce in basso a destra) mostra inoltre che per quanto riguarda i grandi Gruppi o le singole marche sono tutti in negativo ad eccezione, nel trimestre, di SEAT (+0,6%), Honda (+18.8), Mazda (+1,7), Dacia (+14,6%), BMW (+0,6%), Kia +3,5%), Mercedes (+1,2%), Land Rover (+10,9%) e Jaguar (+24.6%).