L’illusione che la caduta del mercato auto europeo si fosse fermata è durata solo un attimo. Dopo il segno positivo di aprile, che aveva registrato un piccolo +1,8%, siamo tornati di nuovo a parlare di calo delle immatricolazioni che nel mese di maggio hanno segnato all’interno dei 27 paesi UE + EFTA un meno 5,9% secondo quanto comunicato dall’ACEA, l’Associazione dei Costruttori Europei.
Tradotto in numeri significa che si sono vendute 1.083.430 vetture contro le 1.151.531 dello stesso periodo dello scorso anno, arrivando così al peggior risultato a maggio sin dal 1993. Le perdite maggiori si registrano nei mercati principali con la Germania che indica un -9,9%, Italia -8% e Francia -10,4% e che deprimono l’intera area. A poco servono i positivi andamenti della Gran Bretagna e del Belgio rispettivamente al +11% e a +9,2%.
Allargando il periodo temporale a gennaio-maggio (sempre UE 27 + EFTA) i numeri sono ancora in negativo con 5.261.271 veicoli contro i 5.642.271 che corrispondono ad un -6,8%.
Interessante l’analisi sviluppata dal Centro Studi Promotor che ha separato i dati dividendoli in paesi che adottano l’euro e paesi che mantengono una propria valuta. Risulta che nell’Eurozona la perdita è più marcata con un -9% (769.728 contro 846.198) mentre i “senza euro” segnano un + 4,3% (273.014 contro 261.774) che però non serve a riequilibrare la situazione.
Analizzando le singole nazioni il mercato tedesco, come detto, torna il flessione (9,9%) con 261.316 immatricolazioni e un -8,8% nei cinque mesi con 1.219.717 unità. Una situazione preoccupante per la locomotiva d’Europa su cui iniziano a pesare gli effetti del basso clima di fiducia dei consumatori, nonostante in Germania dispongano degli stipendi più alti del continente che vengono dirottati sul risparmio e non sul consumo.
Diversa la situazione nel Regno Unito alla 15° crescita consecutiva (+11%) grazie soprattutto agli acquisti dei privati che portano il consuntivo nei 31 giorni a 180.111 pezzi, il più alto livello degli ultimi 6 anni. Il cumulato gennaio-maggio arriva al 9,3% con 948.666 unità e una previsione di chiusura anno vicina ai 2,1 milioni di auto. Diversi i fattori che incidono tra cui il naturale rinnovo del parco circolante e le offerte commerciali particolarmente vantaggiose.
Passando alle zone più critiche iniziamo dalla Francia dove le restrittive politiche fiscali contribuiscono a mantenere molto bassa la fiducia dei consumatori oltre all’aumento della disoccupazione ai livelli più alti dal 1999. Sono 148.490 le immatricolazioni (-10,4%) e un cumulato gennaio-maggio a 740.121 (-11,9%).
In leggero calo la Spagna se confrontato al 2012. Il -2,6% arriva grazie agli acquisti dei privati aiutati da forti incentivi che non coprono la discesa da parte delle società. Alla fine sono 70.534 immatricolazioni e 313.576 nei 5 mesi (-5,8%).
Da noi va sempre male e l’unica cosa che consola è che non si tratta più un calo a due cifre con un -8% e 136.129 vetture immatricolate. Il consuntivo dei 5 mesi è pari a 608.579 unità (-11,3%) e in assenza di, improbabili, cambiamenti nella situazione economica generale del Paese si arriva ad una previsione per l’intero 2013 di 1.270.000 circa di vendite totale, vale a dire a livelli pari a quelli della fine degli anni ’70.
Ricordiamo ancora una volta che oltre alla crisi economica incidono molti altri fattori che hanno trasformato l’automobile in un oggetto di lusso grazie al caro-carburanti, caro-assicurazione, le difficoltà del credito e il carico fiscale abnorme sotto forma di tasse di ogni tipo.