È il dodicesimo esemplare, numero simbolo per gli appassionati di Formula 1, il quale riporta alla mente il numero 12 che faceva bella mostra “musetto” della monoposto con la quale Ayrton Senna conquistò, trent’anni fa esatti, il suo primo titolo mondiale F1. Era un periodo magico per McLaren, che fece di “Beco” (il soprannome dato al tri-campione paulista dai suoi genitori) assoluto portabandiera, tanto che ancora adesso dalle parti di Woking vengono prodotte serie speciali a lui dedicate.

In questo caso, non si tratta di una edizione speciale, ma di un esemplare unico, specificamente allestito dagli artigiani MSO-McLaren Special Operations dietro richiesta di un appassionato di “cose da corsa” e di McLaren e Senna in particolare. Un appassionato che non ha di certo problemi economici, considerato che la hypercar McLaren P1 GTR – svelata in anteprima al Salone di Ginevra 2015 in qualità di edizione-racing della supercoupé ibrida da quasi 1.000 CV e programmata in 40 unità – venne messa in vendita a prezzi nell’ordine di 2,5 milioni di euro o giù di lì.

Dei quaranta esemplari allestiti, il dodicesimo ha, appunto, ricevuto attenzione da parte di MSO, ìreparto di personalizzazione del marchio di Woking dal quale escono serie speciali e “one-off” a getto continuo. In questo caso, mette in evidenza una nota diffusa ultimamente da McLaren insieme ad una carrellata di immagini, come il proprietario voleva rendere il corpo vettura di McLaren P1 GTR esattamente uguale, nella livrea e nelle grafiche, alla storica McLaren MP4/4 che con Senna conquistò il titolo mondiale Piloti, e a Woking portò la vittoria iridata Costruttori.

Così i tecnici McLaren hanno rispolverato la colorazione Rocket Red ed Anniversary White della sponsorizzazione Marlboro originale, oltre all’apposizione dei monogrammi “Senna” (marchio di fabbrica depositato dal fuoriclasse brasiliano) e “Driven to Perfection”, che fanno bella mostra di se sullo splitter anteriore, davanti alla presa d’aria e in corrispondenza di ciascuna delle due porte; queste ultime, dal canto loro, riportano inoltre la bandiera nazionale del Brasile ed un codice a barre in sostituzione dello sponsor principale. Tutto questo è stato possibile anche grazie al benestare della famiglia dello scomparso campione brasiliano.