Cambio al vertice nel mondo delle competizioni automobilistiche, il grande capo di Volkswagen Motorsport, ovvero Jost Capito, ha lasciato ufficialmente la Casa di Wolfsburg per legarsi alla McLaren, dove ricoprirà il ruolo di amministratore delegato relativo al settore racing del Costruttore britannico.

Un vero e proprio salto dal rally, dove lascia da vincitore, alla Formula 1, dove trova una squadra in grande crisi, la McLaren appunto, alle prese con una rivoluzione tecnica che ha dato filo da torcere persino agli uomini della Honda, con cui la Casa di Woking ha deciso di tornare a collaborare.

I guai della scorsa stagione sono sotto gli occhi di tutti: una power unit che ha problemi di affidabilità e prestazioni carenti, una presenza troppo lunga nelle ultime posizioni dello schieramento e un pilota, il due volte campione del mondo Fernando Alonso, che si è dimostrato insofferente alla situazione dopo essere scappato a gambe levate dalla Ferrari per via di una monoposto poco competitiva.

Ecco, Capito avrà davvero un ruolo importante e, volendo fare un paragone calcistico, sarà molto più impegnato di Spalletti, tornato alla Roma per riportare ordine e lavoro nella giusta direzione. Entusiasta del nuovo acquisto Ron Dennis, colui che tiene le fila della McLaren.

“Avevo già avvicinato Jost l’estate scorsa. Jost è una persona che mi ha impressionato. E’ competitivo e ambizioso. Viene in McLaren portando in dote una grande esperienza nel mondo delle corse. Ha infatti lavorato in Volkswagen, ma anche in Porsche, Sauber, BMW e Ford. Sono davvero felice del suo arrivo a Woking. Capito è una persona con un know-how immenso nel mondo delle corse, in cui ha potuto lavorare a più progetti, differenti tra loro. Credo che lavorerà al meglio integrandosi con Eric e il resto del team in maniera perfetta. Così da riportare McLaren-Honda ai successi che in passato hanno colto assieme”.

Insomma, dalle parti di Woking puntano molto sulle qualità di Capito, che adesso deve valutare la situazione, cambiare alcune figure, se è necessario, e cercare di far riguadagnare alla McLaren il terreno perduto.