Hallowen è una ricorrenza molto sentita negli Stati Uniti, e così l’onda mediatica fornita da zucche, mostri, dolcetti e scherzetti, è stata cavalcata anche dall’ambiente automobilistico, che non perde occasione per essere al passo con i tempi e coinvolgere la probabile clientela.

Ne sa qualcosa la McLaren che, attraverso la sua filiale di San Francisco, ha vestito a festa una 650 S Spider, con un travestimento, semplice, efficace e decisamente originale. Infatti, troviamo una somiglianza eccezionale con le zucche dedicate alla festività in questione, ovviamente con un’aerodinamica decisamente superiore.

Bisogna dire che il colore arancione di base si presta molto alla circostanza, quindi, è stato sufficiente aggiungere delle decorazioni sul frontale del bolide di Woking per creare un mostro vorace di velocità. La bocca virtuale, posizionata al di sopra di quelle reali, in grado di fagocitare aria in velocità, appare molto riuscita e attira decisamente l’attenzione.

Come se ciò non bastasse, sul tetto della vettura troviamo un ragno gigante, di quelli che potrebbero impressionare chi soffre di aracnofobia, che avvolge l’auto fino a coprirne il parabrezza. Certo, questo dettaglio potrebbe apparire eccessivo, ma colpisce in maniera inequivocabile.

Chiaramente, non si tratta di accessori originali, ma è chiaro che andare in giro con un’auto del genere durante la notte di Hallowen avrebbe il suo fascino. Dunque, la McLaren per l’occasione ha preferito fare uno scherzetto ai suoi clienti d’oltre oceano, indossando una mise decisamente a tema.

Tornando alla vettura in questione, ovvero la 650 S Spider, presto potrebbe avere una sorella minore, la 570 S a cielo aperto, più piccola ma non per questo meno aggressiva dell’auto in questione. Infatti, come tutta la produzione McLaren, al centro delle auto di Woking si trova l’ormai famoso V8 biturbo, capace di erogare un differente quantitativo di cavalli in base al modello su cui viene montato. Sulle sue prestazioni, comunque, non c’è bisogno di aspettare Hallowen per affermare che sono paurose.