L’ammiraglia della Casa di Hiroshima, la Mazda 6, si rifà il trucco in occasione del salone di Ginevra, per presentarsi in gran forma con l’appuntamento europeo più importante dell’anno. A vederla, nello stand della Casa giapponese, non sembra essere cambiata troppo, ed in effetti non ne aveva bisogno, quindi diciamo che è stata più che altro affinata in alcuni dettagli.

La linea, splendida nel suo dinamismo muscolare, non doveva e non poteva essere stravolta, per cui i designer si sono limitati a qualche cambiamento di dettaglio, come la calandra a listelli orizzontali: una soluzione ripresa anche per la CX-5 2015.

Dietro a questa variante model year della Mazda 6 però, c’è molta sostanza, visto che porta in dote contenuti importanti sia dal punto di vista della sicurezza che della meccanica, soluzioni in grado di migliorare la vita a bordo e di espandere le sfere d’utilizzo della vettura.

Iniziamo col dire che la versione 2.2 turbodiesel potrà essere abbinata alla trazione integrale, e questo la dice lunga sulla volontà di Mazda di esplorare nuove nicchie di mercato, per far concorrenza, senza timori reverenziali, persino ai marchi tedeschi premium.

Poi bisogna segnalare tutti i nuovi ammennicoli ormai imprescindibili su un’auto di nuova generazione: parliamo dei fari adattivi a LED, con sistema automatico per la gestione degli abbaglianti e del sistema che avvisa il conducente del superamento involontario della carreggiata, tanto per fare degli esempi.

Ovviamente, sulla 6 c’è molto altro, come il freno a mano elettrico che libera spazio sul tunnel centrale per un altro vano svuota tasche, un nuovo infotainment, per gestire al meglio il proprio smartphone e, dulcis in fundo, l’head up display, che proietta i dati più importanti davanti al guidatore.

Tutte migliorie difficilmente ravvisabili ad una prima occhiata, ma che fanno parte dell’equipaggiamento di quest’auto dall’invidiabile rapporto qualità/prezzo.