Otto anni senza guidare una MotoGP non sono proprio uno scherzo. Ma per chi il DNA corsaiolo ce l’ha nel sangue sono dettagli. O quasi. Al Mugello è il grande giorno del ritorno di Max Biaggi su una MotoGP, la Ducati del Team Pramac, un test molto atteso che ha già scatenato diverse ipotesi sui possibili sviluppi futuri dopo settimane di telenovele. La mattina, alla Gazzetta dello Sport, aveva detto: “Da 8 mesi non vado in moto. E d’inverno, se stai fermo 2 mesi, è sempre dura riprendere confidenza con moto e velocità. Figuriamoci dopo tutto questo tempo e con la MotoGP”.

E, invece, il suo “non aspettatevi niente, è solo una presa di confidenza” si è tramutato in un affondo deciso del gas dimostrando che gli otto mesi lontano dalle piste non hanno intaccato le sue capacità di guida. Nel test a porte chiuse il pilota romano ha percorso una decina di giri con un tempo (ufficioso) di 1’49″7 fino alla sospensione nel pomeriggio per pioggia. Niente male se si pensa che Iannone, nelle Q1 del Mugello settimana scorsa, aveva girato in 1’49″2 alto.

Difficile pensare che il Corsaro possa avvicinare il crono che è valso la terza piazza sabato scorso a Dovizioso (migliore dei ducatisti con 1’47”628 grazie alla scia di Pedrosa) ma se domani dovesse limare ancora parecchi decimi al tempo attuale si potrebbero aprire scenari futuri interessanti anche per la stagione in corso. Altrimenti resterà solo una simpatica trovata pubblicitaria.

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