Ci sono vetture talmente affascianti e blasonate che difficilmente possono essere migliorate; tra queste, ovviamente, inseriamo le creazioni di un Brand italiano altisonante come Maserati. Ma alcuni tuner non resistono alla sfida che queste automobili rappresentano, e così, Mansory ha fornito la sua interpretazione della Ghibli.

Berlina sportiva, capace di abbinare ad un’immagine elegante e grintosa, un handling di alto livello, la più piccola delle Maserati si è rivelata un grande successo commerciale, ed è proposta sia con motori diesel che a benzina, e con trazione posteriore o integrale.

Mansory è intervenuto in maniera sobria sull’estetica, rivisitando la parte anteriore attraverso uno splitter più elaborato di quello della versione di serie, ed ha arricchito la vista posteriore con un nuovo estrattore ed un accenno di spoiler sul bagagliaio.

Se non fosse per i cerchi da 22 pollici con pinze dei freni in una tonalità rosso fuoco molto evidente, l’intervento del tuner potrebbe tranquillamente definirsi sobrio, anche se non riguarda solamente il lato estetico, ma si allarga all’abitacolo ed alla meccanica.

Chiaramente, è difficile proporre un ambiente ancora più ricco di quello offerto da una Maserati, ma Mansory propone rifiniture speciali per la sua Ghibli utilizzando pelle pregiata, fibra di carbonio e il tocco scenografico delle soglie battitacco illuminate.

Le vere novità però sono celate sotto il cofano, e riguardano dei propulsori rivisitati attraverso un deciso upgrade di potenza. Così, il V6 3 litri a benzina sovralimentato passa dai 410 CV della versione di serie, ai 480 CV di quella di Mansory e, conseguentemente, anche la coppia varia in maniera considerevole, raggiungendo un picco di 640 Nm, contro i 550 Nm del modello originale.

Mano pesante anche sul V6 a gasolio della Maserati, che arriva fino ai 310 CV, contro i 275 CV originari, e guadagna ben 80 Nm di coppia massima: a tutto vantaggio della prontezza di risposta al comando dell’acceleratore.