Marc Marquez ha chiuso un 2014 d’oro con la vittoria nel Superprestigio DTX al Palau Sant Jordi di Barcellona. Il piccolo fan club del due volte campione del mondo di MotoGP a Cervera, suo paese natale, è stato rimpiazzato con uno più grande inaugurato giovedì 18 dicembre con un pezzo del museo civico donato dal sindaco. Un museo diventato di famiglia grazie alla Honda Moto3 del fratello Alex, anch’egli iridato: “E’ stata una grande festa e molto lunga: prima la sfilata con un pullman aperto, in mezzo a un mare di gente, poi in piazza, fino alla cena privata con squadra e sponsor - ha detto in un’intervista alla Gazzetta dello Sport -. Infine una festa: fino a sfinirci…”

Ora per Marquez arriverà il meritato riposo in cui non rinuncerà alla moto perchè “è quello che mi fa staccare meglio la spina”. Aver messo in tasca due titoli della classe regina a soli 21 anni pare strano anche a lui: “Logicamente non mi sembra normale avere due titoli MotoGP così giovane. Ma ho lavorato per questo ed è molto bello. Lo vogliono tutti quelli che corrono. Però penso che devi sfruttare il momento, perché non sai mai in futuro cosa può succedere. Magari l’anno prossimo o per cinque anni non vinci più e non lo puoi fare. Una delle cose più belle di essere campione è vedere la felicità della gente intorno. Tu sei felice, ma anche i tifosi, il team. Una bella sensazione”. Marquez emoziona soprattutto per il suo stile di guida: “Usavo la moto di traverso in entrata di curva in Moto2 ma anche un po’ in 125. Quando ho provato la MotoGP all’inizio facevo fatica, non ci riuscivo. Quest’anno ci sono riuscito meglio. Dal 2013 al 2014 è cambiato il modo di guidare. Adesso vedi il bambino di 6-7 anni che mette il gomito per terra e pensi ‘che farà quando arriverà al Mondiale?”.

Il giovane pilota catalano ha confermato che non correrà col numero 1 visto che il 93 gli ha sempre portato sempre bene. Tra gli avversari della prossima stagione MM93 teme “tutti quelli che hanno chiuso secondo, terzo o quarto. Nel 2013, quando Lorenzo era al 100% era molto difficile da battere. Anche Pedrosa quando ha il giorno giusto è un osso duro. Ma Valentino Rossi, con la sua esperienza, si è visto quest’anno: non ha fatto molto rumore, ma si è preso il secondo posto”. Se proprio dovesse essere battuto, insomma, preferirebbe perdere da Rossi: “Dovrei dire il compagno di squadra, per la Honda…Ma sì, Valentino è sempre diverso. È stato il mio idolo e quando vince sembra che tutto il mondo sia contento. Vediamo. Speriamo che questo momento non arrivi. Lui è contento se vinco io, perché si vendono più magliette (visto che il merchandising di Marquez è curato dalla VR46, ndr). Io prendo una percentuale, come tutti i piloti, ma l’azienda è la sua”.

A tenere banco ultimamente sono state le polemiche sulla nuova residenza ad Andorra dove pagherebbe meno tasse. Il campione del mondo chiarisce le cose: “Si è creata una polemica prima che le cose fossero spiegate direttamente da me. Vado ad abitare ad Andorra, dove ho comprato una casa, ma per ora non lascio la residenza in Spagna. Quindi semplicemente vado ad abitare anche là. Qui vicino a casa mia ho tutti i circuiti che voglio per allenarmi ,a per lavorare dal punto di vista fisico Andorra, con la possibilità che offre di lavorare in quota, mi piace moltissimo”.

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