Il titolo di campione del mondo nella classe regina è già nella bacheca di Marc Marquez. Nonostante l’impresa leggendaria di aver conquistato l’iride al suo anno d’esordio e di essere il più giovane ad esserci riuscito il 20enne di Cervera non si è montato la testa. La capacità di lavorare e imparare spiega Marquez si racconta in un’intervista pubblicata da Repsol Honda: “Abbiamo fatto un po’ di festa, ma sempre con moderazione, perché martedì abbiamo dovuto seguire il piano dei test. Ero steso a letto pensando a come avrei trascorso la mia prima notte da campione del mondo, ma alla fine io sono ancora lo stesso. Non è cambiato molto. Ovviamente vedere tutta la copertura mediatica è impressionante. Ho anche ricevuto molti messaggi di congratulazioni via Twitter da altri atleti e celebrità che ti dà davvero la pelle d’oca! Apprezzo ogni complimento che ricevo”.

Alla domanda su chi fosse il più sorpreso di questo exploit se lui la risposta è secca: “Penso che io sono il meno colpito da tutto questo, perché sono sempre stato abbastanza bravo a gestire questo e ho mantenuto i piedi per terra. Se lo faccio, poi quelli intorno a me hanno il mio permesso per assicurarsi che lo faccio”. Marquez ricorda l’aneddoto con il grande capo Honda Nakamoto domenica a Valencia prima di uscire in pista. “Prima della gara ho parlato sul serio – e raramente parliamo troppo sul serio – e mi ha detto ‘per piacere oggi usa la testa’ ed io ho pensato che se il capo mi diceva questo una ragione dove esserci” ha detto sorridendo il neo campione della MotoGP.

La vita di Marquez non è cambiata e le piccole mansioni in casa toccano ancora lui: “Sì, devo pulire, rifare il letto … ma solo in camera mia! Ho anche apparecchiato la tavola per il pranzo e mio fratello Alex sparecchia Quando abbiamo finito. E’ stato sempre così”. Il pensiero è ai genitori che hanno fatto tanta fatica per farlo gareggiare: “Li ho ringraziati un sacco. Un pilota può essere buono ma se non si dispone di una squadra e di una famiglia che creano una buona atmosfera intorno a te, è molto difficile, quasi impossibile, vincere un titolo o diventare un buon pilota professionista”.

L’umiltà di Marquez lo tiene con i piedi ben saldi a terra: “Ci sono sempre tante cose da imparare, ma si impara come si va avanti. Logicamente, quando si è agli inizi è quando si impara al massimo, ma ogni anno si guadagna esperienza. Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo hanno acquisito nuove conoscenze il che significa che ogni stagione saranno ancora più difficile batterli. Se un anno fa mi dicevi che sarei stato in questa situazione, io – e credo tutti – avrebbero detto che eri pazzo ma, noi lavorando come sempre abbiamo fatto e come farò sempre e proverò a farlo. Perché ho la motivazione a dare il cento per cento e spingere al limite. Ho combattuto sempre per ciò che volevamo”.

I discorsi sull’inizio di una nuova era non fanno per Marquez: “Abbiamo vinto il titolo, ma l’inizio di una nuova era dipende da più di un pilota. Il prossimo anno Pol Espargaró e Scott Redding faranno il salto di categoria. Ci sono sempre giovani talenti in movimento e quando arriviamo, vogliamo dimostrare il nostro valore e farci un nome. L’età è un fatto relativo. All’epoca Jorge e Dani si avvicinarono, guidarono alcune ottime stagioni in MotoGP ed è difficile dire che siamo in una nuova era ora, perchè sono ancora molto giovane”.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook

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