La tragedia di María de Villota, trovata senza vita a Siviglia ha lasciato tutti sgomenti. Ripercorriamo insieme la vita della prima donna spagnola a sbarcare in Formula 1. Nata a Madrid il 13 gennaio 1980, era figlia dell’ex pilota del circus Emilio de Villota. La sua carriera nelle quattro ruote inizia nel campionato WTCC e nell’ADAC Procar Serie passando per la 24 ore di di Daytona nel 2005.  Durante l’estate 2009 arriva il prima grande colpo: correre per difendere i colori dell’Atlético Madrid nella Superleague Formula. Il sodalizio con il club colchoneros dura fino al 2011.

L’estate è sinonimo di novità per la giovane pilota iberica (foto by InfoPhoto) che il 18 agosto 2011 il viene ingaggiata dalla Lotus Renault GP per alcuni test in F1 con la Renault R29 sul circuito Paul Ricard: un primo passo verso un futuro posto da collaudatore per la squadra in futuro. A fine anno si tratta per far diventare Maria la terza guida del team ma a inizio marzo 2012 arriva la promozione a collaudatore ufficiale con la Marussia in cui si intravede la possibilità che l’astro nascente dell’automoblismo spagnolo debutti in Formula Uno entro la fine dell’anno.

Un debutto spezzato da quel maledetto incidente in una base aerea a Duxford (Inghilterra), il 3 luglio 2012. Nella sua prima uscita con la Marussia, Maria si scontra con un camion fermo ai box. Circostanze mai chiarite ufficialmente in cui la donna rischia la vita riportando diverse ferite alla testa, al volto che le causano la perdita dell’occhio destro.  Dopo 17 giorni viene dimessa dall’ospedale Addenbrooke di Cambridge e torna in Spagna per la riabilitazione.

Nella sua prima apparizione dopo l’incidente, a ottobre 2012, concede un ‘intervista alla rivista spagnola Hola dichiarando: “La prima volta in cui mi sono guardata allo specchio ero accanto a mia madre, una donna bellissima. L’incidente mi ha dato una nuova prospettiva sulla vita, sulle cose che contano. Ora ho solo un occhio, ma forse percepisco più cose rispetto a prima. Prima di questo, la mia vita è stata una corsa contro il tempo e ora devo fermarmi e misurare le cose in modo diverso. Prima pensavo solo alla Formula 1, ora mi rendo conto che c’è una vita oltre le corse e sono sicura che il meglio deve arrivare. Mi sento meglio, anche se questa e’ una gara di resistenza”

In attesa di poter tornare in pista Maria si era impegnata a fondo per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza stradale anche tra i più giovani. L’11 Ottobre 2013, a un anno dal suo ritorno in pubblico, la tragica notizia della sua morte a Siviglia dove era chiamata a partecipare al convegno ‘Lo que de verdad importa’ (quello che davvero importa) cancellato in seguito alla sua scomparsa. Il 14 ottobre è in programma l’uscita della sua autobiografia ‘La vita è un dono’. Per non dimenticarla.

Le condoglianze di Alonso