Dopo i clamori relativi all’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat, c’erano da scoprire e da chiarire alcuni aspetti che non erano stati ben spiegati nei giorni scorsi. Tutti si aspettavano maggiori informazioni in occasione del NAIAS di Detroit, il Salone dell’Auto in corso nella capitale dell’automobile USA (qui tutte le news relative al Salone).

Invece come sempre l’Ad di Fiat Group Sergio Marchionne ha spiazzato ancora una volta tutti concedendo una lunga intervista al direttore del quotidiano La Repubblica, Enzo Mauro nel quale sono emersi molti aspetti di sicuro interesse e dove ha parlato del ruolo e dei progetti del costruttore nazionale in Italia.

Argomento delicato il ruolo che avrà il nostro Paese all’interno di un gruppo, che adesso ha una visione globale del mercato auto, e su come verranno coinvolti i tanti stabilimenti Fiat che in questo periodo sono fermi o con la produzione ridotta con gli operai fermi in cassa integrazione.

Tutti argomenti che sarebbero dovuti essere trattati dal Governo e non dai giornalisti e ancora una volta l’esecutivo è assente e sembra davvero poco interessato ad una situazione industriale e ad un comparto economico che sarà fondamentale per il rilancio dell’Italia a livello interno e internazionale. Di sicuro ancora una volta è in ritardo e ha perso una bella occasione per essere parte attiva del progetto.

Marchionne non si nasconde e risponde a tutto senza alcun problema anzi rilancia, come quando dichiara che finirà la cassa integrazione per i lavoratori Fiat: «Sì, dico che col tempo – se non crolla un’altra volta il mercato – rientreranno tutti». Un impegno non da poco dopo il fallimento del progetto legato a Fabbrica Italia.

Spaziano a tutto campo Mauro/Marchionne dalla politica americana e al ruolo avuto dall’amministrazione Obama nel rilancio del settore auto, alla restituzione del prestito avuto nel 2009, ai rapporti con i sindacati USA ma non vengono citati minimamente quelli italiani. Aspettiamo la controreplica.

Molto interesse su dove verranno prodotti i prossimi modelli, cose risapute che adesso devono essere messe in pratica: Mirafiori e Grugliasco dedicati alle Maserati,  Melfi per la 500 X e la piccola Jeep, Pomigliano per la Panda e forse una seconda vettura, mentre a Cassino va il rilancio di Alfa Romeo. Proprio questo marchio tanto apprezzato all’estero sarà fondamentale per la ripartenza e viene negata con forza la vendita ai tedeschi dell’Audi che da tempo hanno manifestato l’interesse: «Se la possono sognare. E credo che la sognino, infatti. L’Alfa è centrale nella nostra nuova strategia. Ma come la Jeep è venduta in tutto il mondo ma è americana fino al midollo, così il dna dell’Alfa dev’essere autenticamente tutto italiano, sempre, non potrà mai diventare americano. Basta anche coi motori Fiat nell’Alfa Romeo. Così come sarebbe stato un errore produrre il suv Maserati a Detroit: e infatti resterà a casa». C’è uno spazio per Lancia che in pratica verrà circoscritta al solo mercato italiano, di certo è anche il de profundis per questo marchio mentre Fiat abbandonerà il mass market e cercherà un posizionamento verso l’alto. Non vorrei sbagliarmi ma sembra un ridimensionamento.

Addirittura svaria nel misterioso e nel segreto quando parla di capannoni-fantasma nascosti in tutta Italia dove gruppi specializzati stanno lavorando e preparando le Alfa Romeo del futuro. Ora sviluppare un nuovo modello fa parte delle attività di un costruttore e devono essere di per sé molto riservati ma da sempre i Centri Stile e le strutture apposite lavorano in queste condizioni, in uffici blindati e chiusi al pubblico. Quindi niente di particolarmente strano, ma qualche dettaglio in più (quali modelli, di che tipo di vetture, con quali motorizzazioni etc.) era necessario.

Lascia ancora possibilità su come si chiamerà il nuovo gruppo e su dove verrà quotato in borsa ma questi sono effettivamente dei dettagli più per analisti finanziari ma lascia trapelare che la scelta andrà verso Wall Street dove è più facile reperire i capitali e c’è maggiore disponibilità di denaro.