L’ “operazione America” da parte di Sergio Marchionne per quanto riguarda il gruppo Fiat-Chrysler Automobiles sta dando i suoi primi frutti anche grazie alle quotazioni in borsa di Ferrari per il 2015 (quote di previsione). Infatti le sette banche d’affari incaricate del doppio collocamento, la cui chiusura è prevista in calendario per il 17 dicembre per un valore complessivo netto di 3,1 miliardi euro, hanno esercitato le opzioni loro riservate sull’emissione azionaria e sul prestito «convertendo».

Nel primo caso l’acquisto riguarda 13 milioni di titoli che al prezzo unitario di 11 dollari ammucchiano un totale di 143 milioni di dollari che prendono tutti la direzione di Fca, in attesa dei 957 milioni richiesti al mercato per i restanti 87 milioni di azioni. Nel secondo caso, il pool composto da Jp Morgan, Goldman Sachs, Barclays, Ubs, Citigroup, Bofa Merrill Lynch e Morgan Stanley ha sottoscritto la quota aggiuntiva del bond: altri 375 milioni milioni di dollari. 886 milioni di dollari in «conto convertendo» sono inoltre in arrivo da Exor, socio di maggioranza Fiat Chrysler, che così eviterà di diluire la propria quota e continuerà a controllare il gruppo con il 43% dei diritti di voto (su un pacchetto azionario del 29,5-30%).

Il primo step di un’operazione che, come detto, condurrà anche il titolo Ferrari sul mercato azionario lascia pochi dubbi sul raggiungimento dell’ “obiettivo minimo” fissato da Marchionne dei 4 miliardi di euro. E questo nonostante la sensibile flessione registrata tra mercoledì e giovedì che ha progressivamente allineato le quotazioni al prezzo dell’emissione azionaria Usa e sulle quali la Consob ha aperto un’indagine, laddove è stata proprio Fca a tenere botta limitando il ribasso azionario allo 0,3-0,4%.