Il Gran Premio di Austin ha regalato il primo sigillo a Marc Marquez. Il rookie spagnolo ha dato paga ancora una volta al suo compagno Pedrosa e nel weekend texano, il secondo della sua storia in MotoGP, è riuscito nell’impresa di polverizzare due record. Il ‘Cabroncito’ ha battuto il primo cenno in Qatar quando è diventato il terzo pilota più giovane della storia della classe regina a  salire sul podio, dietro solo a Norifumi Abe e Freddy Spencer.

Ironia della sorte, i due record che Marquez ha polverizzato appartengono proprio all’ex pilota statunitense e sono caduti proprio sul circuito delle Americhe. Fino a sabato era ’Fast Freddie’ a detenere il primato del più giovane pilota a centrare una pole position nella classe regina: il tre volte campione del mondo della 500 centrò la prima partenza al palo a soli 20 anni e 154 giorni in Spagna. Con 20 anni, 2 mesi e 3 giorni, Marquez cancella un record che reggeva da 31 anni.

Non contento il campione delle Moto2 decide di scrivere ancora la storia diventando il più giovane pilota a vincere una gara della classe regina. Vittima designata, ancora una volta, Spencer, che il 4 luglio 1982 ottenne il primo successo sul tracciato di Spa, precedendo Barry Sheene e Franco Uncini. Un primato resistito a Valentino Rossi, Wayne Rainey, Jorge Lorenzo e Casey Stoner ma non al mostruoso Marquez che ha dimostrato classe da vendere.

Tra gli addetti ai lavori qualcuno pensa che possa vincere il Mondiale già quest’anno nonostante sia al debutto nella MotoGP. Evento più unico che raro e capitato solo nel 1978 quando il 27enne e allora rookie Kenny Roberts conquistò la corona iridata con quattro successi stagionali (su 13 GP). Ora con diciotto prove ne servono almeno un paio in più. Se il buongiorno si vede dal mattino, è un’ipotesi da prendere seriamente in considerazione.

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