Un ragazzo straordinariamente normale che a 20 anni ha già varcato la soglia della leggenda. Potrebbe essere questa la sintesi di Marc Marquez che nonostante i riflettori della MotoGP resta molto legato alla sua vita ordinaria. Un teenager come tanti che ama le due ruote, bici comprese vista la sua passione per la mountain bike. Musica e divertimenti nella giusta quantità ma senza esagerare. Il record di pole position gli ha portato in garage la BMW M6 ma non è un fanatico nemmeno delle auto. Il paddock racconta che sia un po’ tirato con i soldi ma molto più semplicemente non è un tipo esibizionista e sa dare il giusto peso alle cose.

Forse perchè la famiglia glielo ha insegnato: mamma Roser, segretaria in un’azienda di trasporti, e papà Julià che incrocia sempre le dita per lui. Il padre lavorava come operatore di escavatrice, ma la crisi gli ha portato via il lavoro. Allora ha deciso di ristrutturare casa a ci Marc ha dato un bel contributo dipingendo i muri e posando il parquet. Una casa normale a Cervera, nessun lusso nel paesino vicino a Barcellona. La famiglia è il suo punto di riferimento e con il fratellino Alex, altro talento da tenere d’occhio, l’intesa è assoluta.

Marquez non ha assistenti, nè addetto stampa o fisioterapista personale, meglio la Clinica Mobile. E ovviamente non ha un motorhome da centinaia di migliaia di euro come i suoi colleghi Valentino Rossi e Lorenzo. E pensare che era fissato con il cross quando a 4 anni aveva chiesto ai Re Magi (in Spagna è tradizione) una minimoto, piccola come la formica, il suo simbolo. Il resto è storia recente. Nel 2011 in Malesia una caduta gli causa un problema di vista che lo costringe a un rischioso intervento al nervo ottico facendogli perdere il campionato. Qualche mese dopo domina il Mondiale per poi sbarcare in MotoGP e zittire tutti. Per la terza volta. Mantenendo l’umiltà anche da campione.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook

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