Di questi tempi la parola crisi è molto di moda. Naturalmente anche nel mondo dell’auto. E’ necessaria però una precisazione, perché se è vero che in Italia le vendite sono crollate, è altrettanto vero che in Cina e negli USA le cose vanno molto meglio. Tant’è che brand come Volkswagen, AudiBMW e Mercedes hanno mostrato record di utili e vendite e hanno dato ai loro dipendenti fior fior di bonus. Tanto per essere precisi VW ha riconosciuto ai suoi dipendenti 7500 euro; Audi 8251 euro; Mercedes 4100 euro.

Molti sostengono che la crisi sia particolarmente violenta in Europa ma anche qui conviene accendere gli abbaglianti per fare luce: i dati del primo trimestre dicono che nel Vecchio Continente c’èun segno rosso del 7,3%. Questo si deve alla pesante caduta del mercato italiano (-21%) ma anche per quello francese (-21,6%). E qui sta il punto: pochi ricordano che il mercato francese è appena uscito da anni di importanti campagne rottamazione e pertanto il dato è falsato. Importante è poi vedere come il mercato tedesco continui a crescere (1,3% con marzo che segna un +3,4%) e come anche quello UK segni un più.

A parte Grecia, Portogallo, Spagna e Italia la situazione è quindi meno nera di come molti la fanno apparire, anche perché non si ricorda mai abbastanza che il mercato del Vecchio Continente è prevalentemente di sostituzione ed è arrivato già da tempo, nel 2007, al suo massimo con 16 milioni. Guardando i Gruppi automobilistici in questo primo trimestre del 2012 si nota la crescita a 2 cifre dei coreani , quella costante e solida dei tedeschi e la perdita netta di francesi e italiani (questi ultimi “gabbati” anche dallo sciopero delle bisarche).

A questo punto viene da dire: chi lavora bene sta bene, chi fa più fumo che sostanza è in crisi. Ma viene anche da dire fatevi delle domande e datevi delle risposte: cittadini, capi d’aziende e politici.